lunedì 12 gennaio 2015

Il titolo

Per caso  mi sono imbattuta in questa opera di Marisa Milan intitolata " la felicita' ".
Qualche giorno dopo, una persona a me molto cara, alla quale devo tantissimo della mia crescita personale e professonale, mi invia questo video


Siccome alle coincidenze come segnali che dirigono i nostri passi, credo fermamente ho scelto il titolo a questo nuovo anno.
Fin da bambina, è usanza trovare un buon proposito, ma a me piace di più, un titolo al nuovo anno. L'anno che è trascorso è stato talmente intenso sotto ogni aspetto da lasciarmi senza fiato e senza energie, ecco allora una mano amica fa la differenza.
 Quest'anno il titolo  sarà: sii felice!
A cominciare da ciò che ho, da ciò che posso dare, da qualsiasi pezzettino di Bello mi capiti tra le mani: una promessa a me stessa.

domenica 11 gennaio 2015

Perché si.

c'è un cuore delicato dietro un gesto gentile 
a volte una vera e propria opera d'arte.

sabato 10 gennaio 2015

un'ombra

Lasciare un'impronta significa aver calpestato un suolo, aver posato lo sguardo sul cammino, aver fatto un passo in là. 
L'impronta sulla sabbia viene lambita e dissolta dalle onde, 
le impronte nei cuori sono indelebili.


giovedì 8 gennaio 2015

impressioni

il solo sapere che esista impedisce l'oblio. 

Ancora no

Venne un giorno d'inverno, freddo e limpido e Giulia, la giaraffa profumata di lavanda, prese a viaggiare di nuovo in compagnia del bradipo e del papero marinaio.
Cominciò un'avventura davvero emozionante, non si trattava più di viaggiare per imparare, si trattava di viaggiare, imparare, sperimentare, conoscere, conquistare un ruolo all'interno di una grande famiglia, l'orchestra.
Fu così che i viaggi diventarono condivisione, studio, armonie da sperimentare, parti da cantare, raddoppi da eseguire e ruoli da conquistare. 
I viaggi erano divertenti, stimolanti se non fosse che diventarono tanti, sempre più frequenti e, a tratti, folli.
Giulia era perplessa, combattuta tra il Bello e la normalità. 
Del Bello aveva sentito continuamente parlare e stava diventando qualcosa di familiare, ma la normalità? 

martedì 6 gennaio 2015

Viaggiare, si sa, è un'avventura.
Ci sono alcune circostanze che rendono il viaggio speciale ed unico.
Giulia, la giraffa che profumava di lavanda, era ancora troppo piccina per sapere dell'esistenza dei mondi paralleli, ma fu proprio grazie a quelle strane fessure che si aprono di quando in quando e permettono l'incrocio di esistenze lontane tra loro che i viaggi di Giulia cominciarono ad andare, non solo più verso il tramonto del sole, ma proprio là dove il sole restava fisso nel cielo, dove Giulia era nata, dove si potevano trasformare, un'ora e una stanza, in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, dove l'incalzare dei secondi era perfettamente distinto anche se ognuno di essi sapeva di Tutto. 
Del resto, della faccenda dei mondi paralleli Giulia non immaginava proprio nulla ma non si sarebbe stupita infatti era solita trasformare una bottiglietta d'acqua in un violino e una matita in un arco e  accompagnare il suo cd preferito; a dispetto degli strani pallini un pò infilzati, un pò prigionieri, vedeva storie di grilli e di gare, di principesse e fate, di orche che danzano sulle onde e balene che nuotano maestose.
Perché, dunque, non avrebbero potuto esistere gli incroci dei mondi paralleli e  le giraffe che profumano di lavanda?

voglio, devo, posso

Con il trascorrere delle settimane, Giulia diventava sempre più attenta e ardita nel godersi i suoi viaggi: aveva imparato che, dopo il bip del casello autostradale, si apriva un mondo tutto da inventare. 
Per un bel po' di tempo aveva condiviso i suoi viaggi con il bradipo spesso intento a divincolare le sue articolazioni  stiracchiandosi, tirandosi mentre cantava allegri motivietti, molto più veloci delle sue cellule o cantilenava vecchie filastrocche delle quali Giulia ignorava il significato ma ne  apprezzava rima e ritmo. Arrivò  il giorno in cui il bradipo si ritirò a vita privata e Giulia si trovò a ripetere le stesse canzoncine e filastrocche da sola. 
Non era proprio divertente come prima infatti cominciò ad inventarsi nuovi giochi. 
E sapreste indovinare il colore della motrice di un camion visto in lontananza che marci nella vostra direzione?
E cantare a canone un ritmo inventato? poi trasportarlo un po' più su e un po' più giù?
Ripetere al tempo del tergicristallo le note di un piccolo brano appena imparato e poi, accelerando il pulitore ripeterlo ancora  e poi cambiare  il valore da esso indicato? 
Di viaggio in viaggio la sfida si faceva complicata, le risate aumentavano e il tempo, tra un bip e l'altro trascorreva fecondo.
Ogni attimo contiene un'eternità.