giovedì 4 febbraio 2016
Le parole non bastano
Esistono realtà dell'anima che non possono essere ridotte a parole. Per quanto la verbalizzazione possa essere efficace, non sarà mai sufficiente né per chi spiega né per chi ascolta.
Quali parole possono descrivere, a chi non ha sperimentato, un qualcosa?
Possono essere similitudini, analogie, possono richiamare esperienze note ma non riusciranno mai a portare l'anima dell'altro nello stesso luogo a meno che non ci sia gia' stata.
Parlare è tutto ciò che abbiamo ma a volte è come sabbia che scivola tra le dita e impolvera un po' ma non lascia traccia.
Così,ogni emozione non può essere compresa fino in fondo, le mille sfumature con le quali è impressa nell'anima sono impenetrabili.
Allora, ti dico, figlio mio, che colgo una parte di ciò che senti, ho sperimentato come te l'abbandono primario, sento, nonostante gli anni, le parole, le ricerche, le guarigioni, che nulla potrà chiudere quella porta. Sento, come te, che l'amore che ti circonda non è mai abbastanza profondo, abbastanza vero, non sazia, non cura.
Passi giorni a domandarti perché, compleanni ad aspettare gli auguri, il natale a credere che, si almeno quel giorno, avrai un abbraccio, invece no, solo per indifferenza. E sei circondata da persone che ti aprono la loro casa e il cuore, trovi rifugio ma non riesci a sentirti a casa.
Ed è lì che bisogna arrivare a sentire tutto il male che fa, a sapere che non c'è una spugna che cancella.
C'è un ponte che si può costruire, passo passo, come quelli di corda sospesi nel vuoto e li che cammini per tutta la vita: impari il senso dell'equilibrio, l'ebrezza dell'altitudine, la meraviglia del paesaggio,il sapore del vento, la musica dell'universo.
Ma non sarai mai in salvo dall'altra parte.
domenica 31 gennaio 2016
Il Carnevale alla Biennale di Venezia
Giulia è partita per Venezia.
e poi via! Musica dal mondo, con i compositori ad ascoltare.
E Giulia ritorna....stanca ma felice!
giovedì 28 gennaio 2016
Riflessi
L'abbandono è una criniera che fa parte di te,ti invade ogni bulbo e non lascia spazi vuoti.
Cresce con te, diventa folta e lucente, risplende ad ogni riflesso di luce tanto da abbagliarti lo sguardo e toglierti la visuale.
Quando un giorno decidi di liberartene, provi a cambiare:tagli, scali, colori, t'illudi di aver tolto gli abbaglianti riflessi, di aver sistemato la tua testa ora in ordine e tutta da amare.
Poi, basta uno sguardo, una parola, un mancato esserci, un filo di pioggia, una linea dell'orizzonte e la tua chioma ti ha avvolta più folta e lucente che mai e il tuo sguardo vuoto e perso, come in un macabro gioco dell'oca, torna al via.
sabato 23 gennaio 2016
venerdì 1 gennaio 2016
Ed è così
Mi manchi come l'aria che respiro/
cerco un abbraccio che non ritorna/
andrò al di là del buio da sola.
giovedì 31 dicembre 2015
I capodanni
C'era una volta il capodanno che si trascorreva nella casa di vacanze in montagna, fatto di neve,pupazzi, gare di sci, e la mamma, magicamente, sferruzzava vestiti uguali per lei e per me e la sera del cenone,tantissime persone eleganti, ma noi eravamo le più belle. Sono state le conclusioni degli anni dell'infanzia tra cugini, zii, nonni e tante, tante parole che non capivo.
Sono seguiti, all'improvviso,altri finali, dove i vestiti erano già pronti solo da infilare, dove ognuno cucinava qualcosa e si stava a ballare tutta la notte a volte con la persona giusta, spesso tra le braccia di quella sbagliata a guardare lontano.
E fu così che un bel giorno cominciarono altre fini con nuovi inizi, di corsa tra biberon, pappe, pannolini gli amici di sempre e tanti folletti tutti buffi che ci facevano impazzire...a volte di gioia.
Anche questi inizi ebbero una fine, ognuno per la sua strada, a certi incroci dai la precedenza e scambi due chiacchiere, poi via in fretta che c'è coda.
E ora? C'è un luogo silenzioso dove non ci sono discorsi da fare, piatti da cucinare, folletti da inseguire.
È la casa delle fate, persa tra le pieghe del tempo, dove i silenzi diventano musica, la magia ti trasporta dove vuole al di la dello spazio e tu puoi, godere del Beĺlo e, finalmente, solo essere.
A mezzanotte
Solo ora/
ti cerco/
in attesa di perdermi, un solo istante, nel tuo sguardo/
sentirmi viva/
ritrovare la pace.
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