sabato 20 giugno 2015

Esami

Prima prova, seconda prova, italiano, tedesco, matematica, le invalsi, i colloqui, i verbali, i turni di assistenza e il metronomo ticchetta sempre uguale, le quartine, perché invece che come soldatini dell'armata rossa ben ordinati se ne vanno come leggere farfalle su a inventare nuove danze? E il solfeggio imperversa in un altro angolo con un altro metronomo. Intanto un altro esame piano -1, un ago, fili, un esito un consulto, la risonanza,  ancora domani, poi aspettiamo un esito che non arriva mai, e i viaggi da un lato all'altro di tutti gli esami.
Il computer si blocca,  e guardi i volti dei candidati pensi alle storie dietro di loro che traspaiono da un piccolo gesto,  dalla scelta del loro studio, sai che di quel momento parleranno per anni, racconteranno a figli e nipoti di quel l'esame e vorresti che fosse un momento vero di pienezza e di soddisfazione  poi la prova slitta un pò una candidata sta facendo la chemio. E intanto il metronomo ticchetta, un piano suona, i pasti vengono preparati e gli indumenti stirati e poi via a -1 un altro prelievo, un altro consulto, in cerca di un'intuizione che sveli ciò che è celato.
E ti trovi ad essere li, piena di emozioni,  di fatica ma il tuo spirito è volato via.
Si è rifugiato in alto e guarda tutto con distacco mentre le mani e i piedi corrono.
Non sai neanche che giorno è, la data è l'esame di qualunque natura sia e ciò che c'è fuori non può entrare.

martedì 16 giugno 2015

Il viaggio


Parto improvvisamente e mi ritrovo sulla stessa strada, alla stessa ora,  nello stesso giorno.
E'  lo sciopero dei treni che mi costringe a viaggiare ed è il silenzio musicato da Bach che mi spinge a dar fondo a tutte le mie lacrime.
E c'è posto per tutto, come sempre ogni aspetto trova la sua espressione e ogni emozione torna a casa.
La musica: le parole del silenzio. 



lunedì 15 giugno 2015

Un incantesimo

È stato un bel gioco pensare ad una normale routine sempre diversa, ricca e piena di obiettivi da raggiungere,  lavoro duro ma gratificante, piacevoli attimi di emozioni che rendono unica  la giornata e non solo
 Sì è stato un bel gioco,  non ci credevo, ma è stato così, abbiamo scherzato, come la fata madrina di Cenerentola.
È suonata la mezzanotte, siamo all'ultimo tocco e tutto è, quello che è sempre stato, una trappola di sofferenza dalla quale non hai scampo, ti attanaglia senza riguardi, e senza pietà. 
Non c'è il lieto fine perché questa non è una favola e per quanto ti sforzi di crederci non serve a nulla. 
La storia si ripete, le storie si ripetono, come uno specchio infinito che non smette mai di riflettere la stessa immagine puoi provare a romperlo e più lo fai più si moltiplicano le immagini; puoi cambiare stanza e chiudere a doppia mandata, ad un certo punto un raggio di sole riflette tutto quello che c'è;  puoi cambiare casa, paese, continente, ogni volta ti trovi a dover fare i conti con una piccola scheggia.

sabato 13 giugno 2015

Senza per, senza se, senza mai


Sì avvicinò al tramonto
lanciò dall'alto lo sguardo alle profondità del mare
soffio' con forza dal cuore quell'amore.


giovedì 11 giugno 2015

Scriverò del tempo

Scriverò un tempo
sarà un tempo di nuove successioni
sarà un tempo di  nuovi ritmi
sarà un tempo di diversa durata e misura
sarà un tempo, nel tempo, dove dallo spazio contiguo filtrera' il ricordo dell'infinito
sarà un tempo incostante, composto, multiplo, bizzarro.
sarà il tempo delle stagioni, delle ricorrenze,  degli appuntamenti.
Ma sarà un tempo senza un luogo, 
senza un istante
senza  il martedì. 


Non è maleducato

E poi è così:
Il tempo che hai usato
le parole che hai pronunciato
le frasi che hai scritto
gli sguardi che hai bevuto
l' abbraccio che hai sentito.
E,  l'indifferenza del nonostante tutto
il silenzio del non detto
la sospensione del non fatto
Nulla più
ogni tassello ha trovato il suo profilo
un puzzle è compiuto.
Ammiralo,  incornicialo,   vantatene
ma non provare a cambiarlo,  ad ampliarlo,  a dargli un'altra prospettiva: è compiuto.
Lascia che sia ciò che è stato, non serve neanche aggiungere  la parola fine,
non serve salutare.

mercoledì 10 giugno 2015

Sarà di nuovo

Con la vita son  più le volte che perdo di quelle che vinco,
non mi piace giocare
 ma non so perché non posso  smettere
di sfidarmi.