Il tempo trascorre ma non cancella
il tempo narra ma non riscrive ciò che è stato
il tempo sfuma, arrotonda, sbiadisce, edulcora ma non ridisegna.
È così il tempo, ti narra che le cose prosegueno nonostante tutto,
t'insegna che, per quanto, relitto le onde ti muovono ancora,
col tempo impari che non c'è dolore che lo possa fermare, che niente può cambiare per il semplice succedersi dei giorni.
E, se ancora vivi, non puoi far altro che prenderti cura della tua pelle sottile e proteggerla.
pochi minuti ancora e anche questo anniversario sarà passato, senza note, senza postilla, senza aggiunte
solo l'esserci nonostante tutto.
domenica 26 luglio 2015
sabato 18 luglio 2015
C'é bisogno di sapere
E si era ritrovata così a parlare con se stessa invece che con lui, il quale sebbene assente, era sempre pronto a saltar fuori dal telefono o dall'etere con un sorriso.
Invece, ora, parlava da sola era lei la sua interlocutrice più presente, più disponibile, certamente più distratta e probabilmente con una sola prospettiva.
Era cominciato tutto per caso, come un gioco da inventare senza intenzione, come accadono le scoperte più brillanti da un baco improvviso, da un inciampo, persino da un errore. Così era cominciato quell'intreccio di menti, quel sfiorare di cuori, quella strana sintonia che non poteva essere tradotta né in parole né in gesti, doveva solo essere vissuta fino in fondo e intensamente.
Aveva cominciato così a guardare ancora a sé come una nuova possibilità aveva immaginato ciò che prima non avrebbe neanche osato pensare e poi lo aveva proprio tirato fuori a forza dal suo sogno. Aveva ricominciato a vivere mentre tutto intorno cadeva a pezzi, tutto sembrava reduce da un bombardamento tanto che la sua frase sullo specchio era di nuovo cambiata, al vecchio adagio se vuoi puoi, chi vuole una cosa trova una strada gli.altri una scusa ( del resto i bagni in casa erano erano due e lei detestava la monotonia) la nuova scritta era l'uomo si adatta a tutto, è persino sopravvissuto ad Auschwitz.
Il dolore della disfatta, delle violenze, della lacerazione provocate nella sua famiglia dalla depressione non lasciavano scampo , sembravano strangolare e inghiottire ogni luce.
Ma, era la storia della sua vita, la Vita non l'aveva mai mollata. I momenti proprio neri, l'abbandono, la.morte, la malattia l'avevano sempre vista aggrapparsi disperatamente e sempre invece di affondare aveva trovato modo di riaffiorare e poi di costruire qualcosa di impensato.
Il dolore non si cancella, si accumula, si trasforma, si devolve ma scava solchi profondi che, per quando adorni di fiori non potranno essere colmati.
E così, anche questa volta la vita la aveva offerto una strada che comportava coraggio, dedizione, impegno e gioia.
Ma si sa alla felicità bisogna saper rispondere, prima la si deve riconoscere e poi accogliere.
E lei era strafelice, come una ragazzina alla prima scoperta, eppure si portava dietro il.suo bagaglio senza sosta, senza sconti.
Era andata così, si era ritrovata a parlare con se stessa invece che con lui, a spiegarsi come avrebbe dovuto cambiare ancora strada, come avrebbe potuto sopportare ancora altro dolore. Lo spiegava a se stessa perché lui lo aveva già capito da solo, era già lontano, aveva già fatto le sue scelte e mai aveva avuto intenzione di coinvolgerla. Aveva una vita e, per quel che le era dato di sapere, aveva lottato per ottenerla duramente e fino in fondo.
Le restava, dunque, di spiegarsi con calma, quante volte abbastanza, con gentilezza che la strada sarebbe di nuovo cambiata, che quello che aveva appreso da quel pezzetto di vita sarebbe stato suo e molto prezioso, come un talismano, che avrebbe potuto tornare a quei ricordi fin che le fosse stato necessario e sufficiente a ritrovare la.forza per camminare da sola.
Invece, ora, parlava da sola era lei la sua interlocutrice più presente, più disponibile, certamente più distratta e probabilmente con una sola prospettiva.
Era cominciato tutto per caso, come un gioco da inventare senza intenzione, come accadono le scoperte più brillanti da un baco improvviso, da un inciampo, persino da un errore. Così era cominciato quell'intreccio di menti, quel sfiorare di cuori, quella strana sintonia che non poteva essere tradotta né in parole né in gesti, doveva solo essere vissuta fino in fondo e intensamente.
Aveva cominciato così a guardare ancora a sé come una nuova possibilità aveva immaginato ciò che prima non avrebbe neanche osato pensare e poi lo aveva proprio tirato fuori a forza dal suo sogno. Aveva ricominciato a vivere mentre tutto intorno cadeva a pezzi, tutto sembrava reduce da un bombardamento tanto che la sua frase sullo specchio era di nuovo cambiata, al vecchio adagio se vuoi puoi, chi vuole una cosa trova una strada gli.altri una scusa ( del resto i bagni in casa erano erano due e lei detestava la monotonia) la nuova scritta era l'uomo si adatta a tutto, è persino sopravvissuto ad Auschwitz.
Il dolore della disfatta, delle violenze, della lacerazione provocate nella sua famiglia dalla depressione non lasciavano scampo , sembravano strangolare e inghiottire ogni luce.
Ma, era la storia della sua vita, la Vita non l'aveva mai mollata. I momenti proprio neri, l'abbandono, la.morte, la malattia l'avevano sempre vista aggrapparsi disperatamente e sempre invece di affondare aveva trovato modo di riaffiorare e poi di costruire qualcosa di impensato.
Il dolore non si cancella, si accumula, si trasforma, si devolve ma scava solchi profondi che, per quando adorni di fiori non potranno essere colmati.
E così, anche questa volta la vita la aveva offerto una strada che comportava coraggio, dedizione, impegno e gioia.
Ma si sa alla felicità bisogna saper rispondere, prima la si deve riconoscere e poi accogliere.
E lei era strafelice, come una ragazzina alla prima scoperta, eppure si portava dietro il.suo bagaglio senza sosta, senza sconti.
Era andata così, si era ritrovata a parlare con se stessa invece che con lui, a spiegarsi come avrebbe dovuto cambiare ancora strada, come avrebbe potuto sopportare ancora altro dolore. Lo spiegava a se stessa perché lui lo aveva già capito da solo, era già lontano, aveva già fatto le sue scelte e mai aveva avuto intenzione di coinvolgerla. Aveva una vita e, per quel che le era dato di sapere, aveva lottato per ottenerla duramente e fino in fondo.
Le restava, dunque, di spiegarsi con calma, quante volte abbastanza, con gentilezza che la strada sarebbe di nuovo cambiata, che quello che aveva appreso da quel pezzetto di vita sarebbe stato suo e molto prezioso, come un talismano, che avrebbe potuto tornare a quei ricordi fin che le fosse stato necessario e sufficiente a ritrovare la.forza per camminare da sola.
venerdì 17 luglio 2015
Il pensiero basta
Le era capitato di restare sorpresa in un abbraccio e, talvolta le capitava di tornarci, per caso, col pensiero, quando sentiva le forze scemare.
Un gesto repentino e improvviso come uno scroscio estivo in mezzo alla calura.
venerdì 10 luglio 2015
La durata
Non mi sottraggo al dolore
godo fino in fondo della gioia
e
se l'attimo del primo mi appare più lungo del secondo
sono ugualmente immersa in entrambe
mercoledì 8 luglio 2015
Per dire
Ci sono profumi che solo il cuore è in grado di sentire
Ci sono silenzi che solo i sorrisi sanno spiegare
Ci sono emozioni che solo gli occhi possono assaporare
Ci sono cambiamenti che solo il vuoto può riempire.
Ci sono silenzi che solo i sorrisi sanno spiegare
Ci sono emozioni che solo gli occhi possono assaporare
Ci sono cambiamenti che solo il vuoto può riempire.
martedì 7 luglio 2015
Normalità
E pensavi di avere una vita da inventare, ogni giorno con le sue avventure, le sue stranezze, le sue sfide, i suoi momenti pieni e vuoti, i suoi si e i suoi no.
E, poi, scopri che non hai niente più da inventare, niente da scoprire, niente da assaporare.
solo un singolo attimo che non vuoi vivere.
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