domenica 10 luglio 2016

Sai quelli che..

Sai quelli che... ma si, forse no, si potrebbe oppure no, non so, ma si dai ti guardano e non sai se vedono te o uno specchio che riflette il loro ego vorrebbero baciarti, ma poi cambiano idea, ti abbracciano, poi se ne vanno ma comunque ci sono eh, non temere! Non sai, se hanno parlato troppo da soli davanti allo specchio, o hanno giocato,da piccoli, per troppo tempo al gioco dell'oca arrivando sempre al "torna in prigione", oppure "avanza di otto caselle" quando ne mancano solo due all'arrivo. E ora, senza dadi, non sanno che fare.

lunedì 4 luglio 2016

Nessun rimpianto

Non aveva rimpianti, non più di quanto un essere umano possa desiderare una giornata di sole invece delle nuvole. Non avrebbe cambiato nulla di quel passato o presente, o forse tutte e due le dimensioni insieme intrecciate a forza dal destino. Credeva nella scelta migliore possibile in quel qui e ora e a nulla sarebbe valso un rimpianto. Ma tant'era, l'inquietudine le serrava la gola come la morsa del falegname imprigiona un legno grezzo da forgiare. Evidentemente la vita non aveva ancora finito di modellarla, di improvvisare nuovi merletti e la teneva li salda, affinché fosse facile scolpire, limare, levigare. Non c'erano progetti, solo l'estro del giorno che si affaccendava per rendersi unico.

venerdì 24 giugno 2016

Cinestesia

“Amore a prima vista”: Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. È bella una tale certezza ma l’incertezza è più bella. Non conoscendosi, credono che non sia mai successo nulla fra loro. Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi dove da molto tempo potevano incrociarsi? Vorrei chiedere loro se non ricordano – una volta un faccia a faccia in qualche porta girevole? uno « scusi » nella ressa? un « ha sbagliato numero » nella cornetta? – ma conosco la risposta. No, non ricordano. Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio tempo il caso giocava con loro. Non ancora pronto del tutto a mutarsi per loro in destino, li avvicinava, li allontanava, tagliava loro la strada e soffocando una risata con un salto si scansava. Vi furono segni, segnali, che importa se indecifrabili. Forse tre anni fa o lo scorso martedì una fogliolina volò via da una spalla a un’altra? Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto. Chissà, forse già la palla tra i cespugli dell’infanzia? Vi furono maniglie e campanelli su cui anzitempo un tocco si posava su un tocco. Valigie accostate nel deposito bagagli. Una notte, forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio. Ogni inizio infatti è solo un seguito e il libro degli eventi è sempre aperto a metà. (Wisława Szymborska)

martedì 7 giugno 2016

E adesso

Questo anno di studi volge al termine. Non serve fare un bilancio, si può solo confermare di essere ancora vivi, di esser stati costretti a trovare risorse complementari per sostenere un impegno che non si traduce in apprendimento di argomenti e di saperi tradizionali ma di nozioni di vita. Si perché poter apprendere è un diritto ma a volte diventa un privilegio da conquistare, un salto illogico per separare emozioni e risultati. Cosa si può dire? O ci si rassegna alla morte del Sapere vero, oppure ci si trova a combattere contro i mulini a vento. E io sono sempre stata una fan di Don Chisciotte.

lunedì 30 maggio 2016

Senza cura ...ci vorrebbe una fata

C'era una volta una bambina che amava molto sperimentare. Era curiosa, attenta e mai stanca di mettersi in gioco. Mentre aspettava un fratello a lezione se ne stava,lei piccina piccina, seduta a far scorrere un archetto su un piccolo vilonino di plexiglas, poi comincio' con uno strumento che suonava davvero e, uno non bastava, ogni occasione era buona per scoprire con le piccole dita una melodia nuova o trasportarla su un nuovo strumento, e, se questo non esisteva come lo immaginava nella fantasia ecco: bastava provare a inventario. Gli anni trascorrevano in un gioco senza sosta a imparare e scoprire,sfidarsi e superarsi. Finché arrivo' un giorno nel quale un ladro si intrufolo' nel gioco e, fingendo con grande indifferenza un interesse meschino si rubo' la musica. La piccola osservava i suoi strumenti come se non li avesse mai conosciuti e si sentiva ogni giorno più sola e senza giochi da inventare. Che fare? Ci vorrebbe una fata.

lunedì 9 maggio 2016