Impacchetto' la sua vita
in poco spazio, tanto valevano le cose del passato, non disse addio a nessuno, se ne andò.
Ai rimpianti, a ciò che non avrebbe più potuto essere non poteva pensare forse un giorno, tra mille anni, o forse mai avrebbe ricominciato a porsi domande.
Adesso bastavano i fatti.
sabato 31 gennaio 2015
venerdì 30 gennaio 2015
Un attimo
a volte col cuore gonfio altre, rare e preziose, col cuore traboccante di gioia.
Siamo circondati da reti d'amore che ogni tanto diventano visibili, solo allora puoi appoggiare il capo per qualche istante e poi ripartire certa che la Vita ti aspetta.
Un attimo, un teatro, un'un'orchestra, un'amica.
giovedì 29 gennaio 2015
incontro
Incontro', per caso, qualcuno che si curava di strani affari.
Quotidianamente trascorreva parte del suo tempo immerso in una particolare meditazione;
aveva uno sguardo attento sulle cose infatti non solo la vista ma gli occhi dell'anima lo aiutavano a mettere a fuoco la realtà;
niente era scontato, dato per definitvo, assodato ma ogni giorno portava con sé le sue novità e lui non smetteva di meravigliarsi, di sorprendersi nonostante una inconfutabile esperienza;
portava con sé una strana Capacità di stare li nelle situazioni senza volerle forzare, né cambiarea solo con il desiderio di viverle fino in fondo.
Non conobbe mai il suo ultimo pensiero, la.profondita'della sua anima ma rimase il tessitore di sogni.
mercoledì 28 gennaio 2015
Ancora oltre
Più la nostalgia diventava pregnante, più sentiva la mancanza di qualcosa di incompiuto,
più imparava a sentirsi a casa sulla tastiera,
più avrebbe potuto pensare più entrava dentro le melodie
più sentiva che non avrebbe potuto controllare il cuore, più alzava la lancetta del ritmo
più si perdeva, più trovava la forza di andare oltre.
lunedì 26 gennaio 2015
fare memoria
E' un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze
perché esse sembrano assurde e inattuabili.
Le conservo ancora, nonostante tutto,
perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo.
Anna Frank
Non si scende o forse si
Spesso il problema non è parlare
ma ricordarsi che dalle conversazioni non si torna indietro
a meno di non salvarsi con i primi sintomi dell'Alzheimer.
ma ricordarsi che dalle conversazioni non si torna indietro
a meno di non salvarsi con i primi sintomi dell'Alzheimer.
alternativa
è trattenere una goccia di rugiada in un mattino d'estate.
sabato 24 gennaio 2015
Vorrei
Vorrei continuare a scrivere se restasse un atto privato, ma la natura stessa della scrittura è pubblica, almeno nella forma oggettiva, costruita, lapidaria.
Vorrei continuare a scrivere per dar voce al dolore e permettergli così di trovare casa altrove ma sembra inevitabile più prende forma per allontanarsi più è chiaro perché non se ne va.
Vorrei continuare a scrivere se potessi dire di avere uno scopo o almeno un destinatario.
Vorrei continuare a scrivere per colorare le giornate grigie, sfumare quelle troppo azzurre, intiepidire quelle gelide, rinfrescare quelle torride
vorrei continuare a scrivere per far riposare l'anima nel suo nido.
giovedì 22 gennaio 2015
Il dilemma del prigioniero
Nella nostra vita spesso ci troviamo di fronte al dilemma del prigioniero.
Spesso le nostre scelte mirano non al meglio ma al meno peggio
Dunque il modo di ottenere il meglio esiste e non dipende da ciò che la vita ci offre, ma dalla nostra capacità di cooperare, di arrivare ad una conoscenza comune, ad una scelta condivisa, dove l'altro non è il nemico ma un alleato.
Aprirci all'altro significa anche dargli la possibilità di ferirci, conoscendo i nostri punti deboli e i nostri desideri ma del resto che alternativa abbiamo?
O ci accontentiamo o corriamo il rischio.
E poi, che male è quello procurato da chi si fa beffe di un cuore sincero e puro?
Per dirla con Platone, se un asino mi da un calcio, posso citarlo in giudizio, ma che ne avrei dall'aver portato un asino in giudizio?
Spesso le nostre scelte mirano non al meglio ma al meno peggio
Dunque il modo di ottenere il meglio esiste e non dipende da ciò che la vita ci offre, ma dalla nostra capacità di cooperare, di arrivare ad una conoscenza comune, ad una scelta condivisa, dove l'altro non è il nemico ma un alleato.
Aprirci all'altro significa anche dargli la possibilità di ferirci, conoscendo i nostri punti deboli e i nostri desideri ma del resto che alternativa abbiamo?
O ci accontentiamo o corriamo il rischio.
E poi, che male è quello procurato da chi si fa beffe di un cuore sincero e puro?
Per dirla con Platone, se un asino mi da un calcio, posso citarlo in giudizio, ma che ne avrei dall'aver portato un asino in giudizio?
domenica 18 gennaio 2015
un'altra volta
Succede tutto in un attimo
il tempo di stendere una coperta sul filo ed esplode il putiferio
ciò che prima ti sembrava finalmente superato è esattamente identico anzi forse anche peggio.
ti resta solo l'amarezza di esserti illusa.
Un'altra volta
sabato 17 gennaio 2015
oltre
Nel silenzio muto del cielo,
denso oltre la coltre di nebbia che nascomde la città,
si dilata una sera buia, tremolante
che neanche la fiamma del camino riesce a riscaldare
il cuore presta ascolto al respiro regolare che si fa vita e lo sguardo si perde lontano scrutando e sussurrando finché un timido sorriso rischiara il volto: è il ricordo del Bello che sazia l'anima e rianima il corpo
denso oltre la coltre di nebbia che nascomde la città,
si dilata una sera buia, tremolante
che neanche la fiamma del camino riesce a riscaldare
il cuore presta ascolto al respiro regolare che si fa vita e lo sguardo si perde lontano scrutando e sussurrando finché un timido sorriso rischiara il volto: è il ricordo del Bello che sazia l'anima e rianima il corpo
venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 15 gennaio 2015
A prescindere
"Come si può vivere nonostante certe evidenze?
Si può continuare a vivere come se?
È possibile andare avanti nonostante tutto?
È come avere un elefante rosa seduto sul divano della sala e fingere di non vederlo!"
Si può continuare a vivere come se?
È possibile andare avanti nonostante tutto?
È come avere un elefante rosa seduto sul divano della sala e fingere di non vederlo!"
Per giorni la frase mi ha turbato, rigirava nella mia testa e mi creava sempre più ansia.
Poi ho trovato la risposta:
- non si può ignorare, in effetti, ma dargli la giusta misura.
mercoledì 14 gennaio 2015
lunedì 12 gennaio 2015
Il titolo
Per caso mi sono imbattuta in questa opera di Marisa Milan intitolata " la felicita' ".
Qualche giorno dopo, una persona a me molto cara, alla quale devo tantissimo della mia crescita personale e professonale, mi invia questo video
Siccome alle coincidenze come segnali che dirigono i nostri passi, credo fermamente ho scelto il titolo a questo nuovo anno.
Fin da bambina, è usanza trovare un buon proposito, ma a me piace di più, un titolo al nuovo anno. L'anno che è trascorso è stato talmente intenso sotto ogni aspetto da lasciarmi senza fiato e senza energie, ecco allora una mano amica fa la differenza.
Quest'anno il titolo sarà: sii felice!
A cominciare da ciò che ho, da ciò che posso dare, da qualsiasi pezzettino di Bello mi capiti tra le mani: una promessa a me stessa.
domenica 11 gennaio 2015
sabato 10 gennaio 2015
un'ombra
Lasciare un'impronta significa aver calpestato un suolo, aver posato lo sguardo sul cammino, aver fatto un passo in là.
L'impronta sulla sabbia viene lambita e dissolta dalle onde,
le impronte nei cuori sono indelebili.
giovedì 8 gennaio 2015
Ancora no
Venne un giorno d'inverno, freddo e limpido e Giulia, la giaraffa profumata di lavanda, prese a viaggiare di nuovo in compagnia del bradipo e del papero marinaio.
Cominciò un'avventura davvero emozionante, non si trattava più di viaggiare per imparare, si trattava di viaggiare, imparare, sperimentare, conoscere, conquistare un ruolo all'interno di una grande famiglia, l'orchestra.
Fu così che i viaggi diventarono condivisione, studio, armonie da sperimentare, parti da cantare, raddoppi da eseguire e ruoli da conquistare.
I viaggi erano divertenti, stimolanti se non fosse che diventarono tanti, sempre più frequenti e, a tratti, folli.
Giulia era perplessa, combattuta tra il Bello e la normalità.
Del Bello aveva sentito continuamente parlare e stava diventando qualcosa di familiare, ma la normalità?
martedì 6 gennaio 2015
Viaggiare, si sa, è un'avventura.
Ci sono alcune circostanze che rendono il viaggio speciale ed unico.
Giulia, la giraffa che profumava di lavanda, era ancora troppo piccina per sapere dell'esistenza dei mondi paralleli, ma fu proprio grazie a quelle strane fessure che si aprono di quando in quando e permettono l'incrocio di esistenze lontane tra loro che i viaggi di Giulia cominciarono ad andare, non solo più verso il tramonto del sole, ma proprio là dove il sole restava fisso nel cielo, dove Giulia era nata, dove si potevano trasformare, un'ora e una stanza, in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, dove l'incalzare dei secondi era perfettamente distinto anche se ognuno di essi sapeva di Tutto.
Del resto, della faccenda dei mondi paralleli Giulia non immaginava proprio nulla ma non si sarebbe stupita infatti era solita trasformare una bottiglietta d'acqua in un violino e una matita in un arco e accompagnare il suo cd preferito; a dispetto degli strani pallini un pò infilzati, un pò prigionieri, vedeva storie di grilli e di gare, di principesse e fate, di orche che danzano sulle onde e balene che nuotano maestose.
Perché, dunque, non avrebbero potuto esistere gli incroci dei mondi paralleli e le giraffe che profumano di lavanda?
voglio, devo, posso
Con il trascorrere delle settimane, Giulia diventava sempre più attenta e ardita nel godersi i suoi viaggi: aveva imparato che, dopo il bip del casello autostradale, si apriva un mondo tutto da inventare.
Per un bel po' di tempo aveva condiviso i suoi viaggi con il bradipo spesso intento a divincolare le sue articolazioni stiracchiandosi, tirandosi mentre cantava allegri motivietti, molto più veloci delle sue cellule o cantilenava vecchie filastrocche delle quali Giulia ignorava il significato ma ne apprezzava rima e ritmo. Arrivò il giorno in cui il bradipo si ritirò a vita privata e Giulia si trovò a ripetere le stesse canzoncine e filastrocche da sola.
Non era proprio divertente come prima infatti cominciò ad inventarsi nuovi giochi.
E sapreste indovinare il colore della motrice di un camion visto in lontananza che marci nella vostra direzione?
E cantare a canone un ritmo inventato? poi trasportarlo un po' più su e un po' più giù?
Ripetere al tempo del tergicristallo le note di un piccolo brano appena imparato e poi, accelerando il pulitore ripeterlo ancora e poi cambiare il valore da esso indicato?
Di viaggio in viaggio la sfida si faceva complicata, le risate aumentavano e il tempo, tra un bip e l'altro trascorreva fecondo.
Ogni attimo contiene un'eternità.
domenica 4 gennaio 2015
Il viaggio: un gioco
E così Giulia adorava viaggiare, forse perché il suo primo viaggio lungo l'aveva compiuto a soli tre giorni dalla nascita, un giorno di primavera quando le rose cominciavano a sbocciare.
Di quel primo viaggio, così come di quelli successivi, per un po' non ricordava nulla se non la familiarità con il bip, la sbarra e il sottofondo ronfante e soddisfatto del motore.
Un po' alla volta Giulia scoprì che c'erano viaggi che la portavano la' dove il sole si nascondeva dietro il cielo rosso per andare a nanna e viaggi che andavano dall'altra parte la dove il sole restava a mano arco nel cielo per tanto tempo.
La piccola giraffa, profumata di lavanda, imparò così l'alternarsi delle stagioni, gli stessi percorsi a volte erano grigi, piovosi, a volte avvolti in una spessa coltre di cotone che non lasciava intravedere nulla e si andava a memoria. C'erano giorni, i più numerosi in verità, nei quali il cielo era tranquillo, a tratti grigio, azzurro, le nuvole si rincorrevano e raccontavano magiche storie assumendo improvvisamente le forme più strane. Era capitato, con l'andare del tempo, che il.viaggio fosse accompagnato da un soffice mantello e che i fiocchi cadendo scandissero una melodia sottile sul vetro e il tergicristalli sembrasse un metronomo acceso.
In qualsiasi direzione viaggiase Giulia sapeva che sarebbe tornata più ricca, più competente, più felice, non solo per la meta del viaggio che naturalmente la portava nei suoi luoghi preferiti, ossia dove si faceva musica, ma sopratutto per il viaggio: un luogo di apprendimento informale, quotidiano e unico: tutto da inventare poiché imprescindibile.
Se non si può cambiare tanto vale renderlo indimenticabile e magico. Un motto col quale Giulia presto cominciò a familiarizzare.
Se non si può cambiare tanto vale renderlo indimenticabile e magico. Un motto col quale Giulia presto cominciò a familiarizzare.
venerdì 2 gennaio 2015
viaggiare
C'era una volta una giraffa che profumava di lavanda.
Aveva una vera passione per i viaggi.
Il suo primo viaggio fu a tre giorni, lei microscopica creaturina infagottata su di un carrozzino, salì in auto.
Non sapeva, ancora, che la stessa strada che la stava portando alla sua nuova casa, percorsa al contrario, l'avrebbe condotta in luoghi dove avrebbe imparato a creare storie magiche, ma questa .... è un'altra storia!
Così, dopo il suo primissimo viaggio diventò un'abitudine quasi quotidiana viaggiare.
Giulia, la giraffa che profuma di lavanda, viveva, infatti, con un papero marinaio e un bradipo. Erano già più grandi di lei e abituati a viaggiare e soprattutto il bradipo, contrariamente alla sua fama di pigrone, viaggiava già regolarmente da qualche anno quando Giulia arrivò.
Giulia, la giraffa che profuma di lavanda, viveva, infatti, con un papero marinaio e un bradipo. Erano già più grandi di lei e abituati a viaggiare e soprattutto il bradipo, contrariamente alla sua fama di pigrone, viaggiava già regolarmente da qualche anno quando Giulia arrivò.
Insomma, crescendo Giulia cominciò a pensare che non ci fosse altro modo che viaggiare.
Le piaceva il viaggio fin dall'inizio: un bip faceva in modo che una sbarra si alzasse e la lasciasse passare, lei sgranava gli occhi e non si capacitava di tanto onore!
giovedì 1 gennaio 2015
Mi presento
C'era una volta una giraffa che profumava di lavanda.
Non viveva nella savana ma in mezzo al traffico, agli orologi che ticchettano, alle lezioni, ai compiti, ai mille impegni.
Giulia, la giraffa, era sempre attenta e curiosa e tutto la divertiva: questo strano mondo era sempre pronto a sorprenderla, anzi lei era più che mai pronta ad essere sorpresa.
Non c'erano momenti di noia perché riusciva sempre a trovare un pezzettino simpatico in ogni circostanza.
Giulia aveva, però, una passione al di là di tutte: viaggiare.
Non viveva nella savana ma in mezzo al traffico, agli orologi che ticchettano, alle lezioni, ai compiti, ai mille impegni.
Giulia, la giraffa, era sempre attenta e curiosa e tutto la divertiva: questo strano mondo era sempre pronto a sorprenderla, anzi lei era più che mai pronta ad essere sorpresa.
Non c'erano momenti di noia perché riusciva sempre a trovare un pezzettino simpatico in ogni circostanza.
Giulia aveva, però, una passione al di là di tutte: viaggiare.
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