venerdì 26 febbraio 2016
giovedì 25 febbraio 2016
martedì 16 febbraio 2016
Indifferente
Sai,ho provato a modo tuo, un pò si, un po' no.
Ad essere così dentro le situazioni da sentirle mie e poi, dimenticarmene come se fosse un libro da sfogliare.
Ho provato a conviverci, a convincermi, a capire, a imitarti.
La verità è che non potrò mai riuscirci.
Per quando dolore la vita abbia voluto lasciarmi sulla pelle, questa è rimasta viva. Ha un solo colore con mille sfumature, ma non muta come la livrea del serpente. Non potra' essere come te, indifferente.
È allenata ad amare.
mercoledì 10 febbraio 2016
Al buio.
"Mamma parliamo"
Guardo l'ora sgomenta e sono le 3, è buio e fa un freddo cane.
Lacrime a dirotto, una vocina sottile comincia ad elencare una serie di idee che mi fanno rabbrividire.
"Non voglio più andare a scuola, la maestra dice sempre che sono bravissima, che non importa se faccio altre cose fuori dalla scuola, allora io dico che non ho capito anche se ho capito. Però sono arrabbiata, sono diversa. Io non ci voglio andare".
E, dopo aver ingoiato sonno, rabbia e una dose di fiele, provo a spiegarle che ciascuno è diverso, ognuno è unico e speciale.
" ti voglio bene, così come sei, perfetta anche perché ogni tanto sbagli e ti arrabbi."
Dopo due ore di riflessioni, abbracci, coccole, sento il respiro regolare e profondo.
Gli occhi fissano il buio e lo svanire dell'infanzia.
giovedì 4 febbraio 2016
Le parole non bastano
Esistono realtà dell'anima che non possono essere ridotte a parole. Per quanto la verbalizzazione possa essere efficace, non sarà mai sufficiente né per chi spiega né per chi ascolta.
Quali parole possono descrivere, a chi non ha sperimentato, un qualcosa?
Possono essere similitudini, analogie, possono richiamare esperienze note ma non riusciranno mai a portare l'anima dell'altro nello stesso luogo a meno che non ci sia gia' stata.
Parlare è tutto ciò che abbiamo ma a volte è come sabbia che scivola tra le dita e impolvera un po' ma non lascia traccia.
Così,ogni emozione non può essere compresa fino in fondo, le mille sfumature con le quali è impressa nell'anima sono impenetrabili.
Allora, ti dico, figlio mio, che colgo una parte di ciò che senti, ho sperimentato come te l'abbandono primario, sento, nonostante gli anni, le parole, le ricerche, le guarigioni, che nulla potrà chiudere quella porta. Sento, come te, che l'amore che ti circonda non è mai abbastanza profondo, abbastanza vero, non sazia, non cura.
Passi giorni a domandarti perché, compleanni ad aspettare gli auguri, il natale a credere che, si almeno quel giorno, avrai un abbraccio, invece no, solo per indifferenza. E sei circondata da persone che ti aprono la loro casa e il cuore, trovi rifugio ma non riesci a sentirti a casa.
Ed è lì che bisogna arrivare a sentire tutto il male che fa, a sapere che non c'è una spugna che cancella.
C'è un ponte che si può costruire, passo passo, come quelli di corda sospesi nel vuoto e li che cammini per tutta la vita: impari il senso dell'equilibrio, l'ebrezza dell'altitudine, la meraviglia del paesaggio,il sapore del vento, la musica dell'universo.
Ma non sarai mai in salvo dall'altra parte.
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