venerdì 24 giugno 2016
Cinestesia
“Amore a prima vista”:
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.
Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Wisława Szymborska)
martedì 7 giugno 2016
E adesso
Questo anno di studi volge al termine.
Non serve fare un bilancio, si può solo confermare di essere ancora vivi, di esser stati costretti a trovare risorse complementari per sostenere un impegno che non si traduce in apprendimento di argomenti e di saperi tradizionali ma di nozioni di vita. Si perché poter apprendere è un diritto ma a volte diventa un privilegio da conquistare, un salto illogico per separare emozioni e risultati.
Cosa si può dire? O ci si rassegna alla morte del Sapere vero, oppure ci si trova a combattere contro i mulini a vento.
E io sono sempre stata una fan di Don Chisciotte.
lunedì 30 maggio 2016
Senza cura ...ci vorrebbe una fata
C'era una volta una bambina che amava molto sperimentare.
Era curiosa, attenta e mai stanca di mettersi in gioco.
Mentre aspettava un fratello a lezione se ne stava,lei piccina piccina, seduta a far scorrere un archetto su un piccolo vilonino di plexiglas, poi comincio' con uno strumento che suonava davvero e, uno non bastava, ogni occasione era buona per scoprire con le piccole dita una melodia nuova o trasportarla su un nuovo strumento, e, se questo non esisteva come lo immaginava nella fantasia ecco: bastava provare a inventario.
Gli anni trascorrevano in un gioco senza sosta a imparare e scoprire,sfidarsi e superarsi.
Finché arrivo' un giorno nel quale un ladro si intrufolo' nel gioco e, fingendo con grande indifferenza un interesse meschino si rubo' la musica.
La piccola osservava i suoi strumenti come se non li avesse mai conosciuti e si sentiva ogni giorno più sola e senza giochi da inventare. Che fare?
Ci vorrebbe una fata.
lunedì 9 maggio 2016
giovedì 5 maggio 2016
martedì 3 maggio 2016
Trasparenze
Stanotte ti ho sognato, come fanno i bambini, senza censure, senza aggiustamenti, proprio così un sogno trasparente.
Mi sono svegliata con un sorriso nell'anima.
mercoledì 23 marzo 2016
Un regalo
Siete piccole
fragili promesse di un Bello che sarà
delicate e morbide come un alito di brezza
tutto può accadere, tutto può cambiare
solo la vostra forza potrà farvi fiorire
regalando al mondo un pizzico di sogno che si avvera.
Iscriviti a:
Post (Atom)





