martedì 26 luglio 2016
Come se niente fosse
Quella strana emozione si era infilata in un anfratto buio del suo cuore e a nulla valevano i tentativi di rimuoverla.
Solo se avesse potuto prender forma diventando, per un istante, un mare in tempesta costretto in un abbraccio, allora, forse, avrebbe potuto volar via.
mercoledì 13 luglio 2016
Senza luogo
Un luogo che non sia un luogo
dove la luce filtri ad illuminare l'essenziale e il buio inghotta tutto il resto.
Un luogo che non sia un luogo ma un soffio d'anima per contemplare il Bello al di là del concreto.
Un luogo che non sia un luogo senza un perché solo per un c'è.
domenica 10 luglio 2016
Sai quelli che..
Sai quelli che...
ma si, forse no, si potrebbe
oppure no, non so, ma si dai
ti guardano e non sai se vedono te o uno specchio che riflette il loro ego
vorrebbero baciarti, ma poi cambiano idea, ti abbracciano, poi se ne vanno ma comunque ci sono eh, non temere!
Non sai, se hanno parlato troppo da soli davanti allo specchio, o hanno giocato,da piccoli, per troppo tempo al gioco dell'oca arrivando sempre al "torna in prigione", oppure "avanza di otto caselle" quando ne mancano solo due all'arrivo.
E ora, senza dadi, non sanno che fare.
lunedì 4 luglio 2016
Nessun rimpianto
Non aveva rimpianti, non più di quanto un essere umano possa desiderare una giornata di sole invece delle nuvole.
Non avrebbe cambiato nulla di quel passato o presente, o forse tutte e due le dimensioni insieme intrecciate a forza dal destino.
Credeva nella scelta migliore possibile in quel qui e ora e a nulla sarebbe valso un rimpianto.
Ma tant'era, l'inquietudine le serrava la gola come la morsa del falegname imprigiona un legno grezzo da forgiare.
Evidentemente la vita non aveva ancora finito di modellarla, di improvvisare nuovi merletti e la teneva li salda, affinché fosse facile scolpire, limare, levigare.
Non c'erano progetti, solo l'estro del giorno che si affaccendava per rendersi unico.
sabato 2 luglio 2016
venerdì 24 giugno 2016
Cinestesia
“Amore a prima vista”:
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.
Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Wisława Szymborska)
martedì 7 giugno 2016
E adesso
Questo anno di studi volge al termine.
Non serve fare un bilancio, si può solo confermare di essere ancora vivi, di esser stati costretti a trovare risorse complementari per sostenere un impegno che non si traduce in apprendimento di argomenti e di saperi tradizionali ma di nozioni di vita. Si perché poter apprendere è un diritto ma a volte diventa un privilegio da conquistare, un salto illogico per separare emozioni e risultati.
Cosa si può dire? O ci si rassegna alla morte del Sapere vero, oppure ci si trova a combattere contro i mulini a vento.
E io sono sempre stata una fan di Don Chisciotte.
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