venerdì 30 dicembre 2016

Prometto

Lettera di un vecchio al mondo) Quando leggerai queste parole probabilmente sarò già morto. È così semplice comprendere l’inutilità delle parole quando «morte» ha solo cinque lettere eppure fa terminare tutto. Non saprei dire cosa lascio dietro di me. Lascio la certezza di essere rimasto fedele a ciò che ho potuto essere. Sono quasi sempre stato quello che ho voluto essere, e probabilmente era questo, soltanto questo, ciò che realmente ho desiderato essere. Non ho mai chiesto molto alla vita ma lei mi ha dato tanto. Quando ero piccolo credevo a Babbo Natale, nella felicità eterna, nei matrimoni che duravano per sempre. Oggi credo ancora di più. Le rughe si portano via molte cose ma non si portano mai via l’amore, pensaci, se un giorno dovessi avere dei dubbi su cosa realmente importa nella vita. Se qualcosa di me rimarrà in questo mondo sarà l’amore che ho dato e ricevuto, niente di più. A volte essere vivi costa. Molte volte sembra che non ci sia una via d’uscita, che il dolore non cesserà mai. Ma passa. Passa sempre. Basta davvero poco a impedirci qualsiasi movimento. Ma quello che ci blocca passa sempre. Se c’è una donna da amare il mondo continua.(...) Non mi sono mai lamentato delle lacrime che ho pianto, degli incidenti che mi hanno fatto ricominciare. Il tempo serve per ricominciare. Ho imparato che il cambiamento mi mantiene vivo. La testa non è più quella di una volta, il corpo non è più quello di una volta, dev’essere questa la vecchiaia, lo so. C’è un corpo che cade e noi, dentro, sempre a rialzarci, sempre più alti. L’età eleva tutto tranne il corpo. Tutto cede, tranne ciò che amiamo. Ciò che amiamo profondamente. Amo profondamente chi mi fa ridere. Il presentatore spiritoso in televisione, che Dio lo benedica, la signora della macelleria e le sue imprecazioni che non oso ripetere, e quelli che amo. Amare è ridere profondamente. Molte persone mi sono già state amputate. La morte di chi fa parte del nostro mondo è un pezzo che se ne va. Mi ritrovo con molto meno di quello che avevo ma comunque vado avanti. La vita è soprattutto riuscire a tenere insieme abbastanza pezzi per continuare a muoversi, per quante amputazioni la vita ci possa riservare. Nella mia testa sono più freak che mai. Il freak è quel tipo che non vuole sapere cosa pensano gli altri, lo stravagante che pensa solo per sé. Un vecchio è un freak oppure è morto. Un vecchio non ha nulla da perdere e da ciò deve trarre vantaggio. Io vinco. Vinco tutti i giorni. Dico quel che penso e faccio quel che penso di dover fare e a volte faccio persino delle cose senza pensare, che poi sono quelle che ricordo di più rispetto alle altre. La memoria serve tanto a soffrire quanto a vivere. Nella memoria vivo i momenti migliori e peggiori della mia vita. Per questo tento, ogni giorno, di costruire una nuova memoria, di inventare momenti da ricordare. Ciò che rimane della vita sono i momenti che ci ricordano di noi stessi. Sono una macchina da guerra contro l’insufficienza. Sono una macchina da guerra contro l’insufficienza. Mi aggrappo a mia moglie come se mi aggrappassi a ciò che mi impedisce di morire. E non muoio mai. Alla fine, come ti ho già detto all’inizio di queste righe che si stanno dilungando (i vecchi hanno questa mania di parlare troppo, di raccontare troppo, di sapere troppo, ma a nessuno importa nulla dei vecchi finché non lo diventa a sua volta, e allora sono altri quelli a cui non importa nulla di chi non ne voleva sapere di essere vecchio, ma io non mi preoccupo, la legge della vita è anche la legge della morte, è da tanto che ne ho preso coscienza), quando leggerai queste parole probabilmente sarò già morto. Ma tu no. Cerca di trarne vantaggio ___________ in "Prometto di perdere", da Pedro Chagas Freitas

martedì 20 dicembre 2016

Se pensassi

se pensassi ad un posto nel tuo taschino ad un pensiero nel miscuglio dei ricordi ad un sorriso scappato per caso ad un suono ripetuto ad un'emozione che ti passa sul volto ti ripeterei "grazie" se pensassi, ma so.

lunedì 19 dicembre 2016

Vorrei

vorrei, ancora,ritrovare quell'animo gentile, che ama il Bello, che vede la luce nel buio profondo, che sente il profumo di buono nell'aria perché lo riconosce d'istinto; vorrei poter dimenticare e ricominciare, emozionarmi ancora, crederci al di là di ogni ragionevole dubbio, sfidare la fatica; vorrei ma in realtà non lo voglio più abbastanza per andare oltre, per guardare con occhi limpidi, con cuore puro, al di là della realtà, un'immagine che non esiste, se non la crei.

domenica 18 dicembre 2016

Rivorrei la mia vita

Rivorrei la mia vita scandita di momenti preziosi, definiti eppur sorprendenti Rivorrei la mia vita appesa ad un filo sottile, un sorriso dentro una stanza, un progetto sempre in cambiamento ma sempre in essere Rivorrei la mia vita, le mie emozioni, la mia poesia, vorrei rivederti ancora piena di energia, di voglia di scoprire, di forza di desiderare tutto il meglio che neanche sai ancora in cosa consista Rivorrei la mia vita, per fermare quegli attimi che valgono un'eternità, per restare li a sentire quel calore che arriva dritto al cuore, che ci ha sciolto il gelo d'intorno. Si, rivorrei la mia vita per sapere che non ti ho privata della tua.

sabato 3 dicembre 2016

Fin che vita non c'è più

*L'AMORE NON CONSENTE RITARDI* ​Non posso arrivare alla fine della vita, quando non potrò più tornare indietro, pentito di non aver amato o di aver amato molto poco. Non posso lasciar passare il tempo che mi sfugge senza aver amato. Non posso mancare al mio incontro con l'attimo presente, perché per amare ho solo adesso. Non ho tempo per l'egoismo, l'odio, l'avidità o l'invidia perché tutto il mio tempo sta nell'incontro con l'amore. E desidero che duri per tutta la vita.​ Ciao, nonna Palma.

venerdì 2 dicembre 2016