Credo che ricorderò questo 2015 come l'anno dell'inverso: ho perso il conto di ciò che ho prenotato e disdetto, progettato e modificato, programmato e rifatto del tutto; degli impegni assunti e mancati, delle giornate capitolate come a Waterloo.
Questo, che all'inizio, ho considerato come un gioco faticoso, delirante e molto antipatico, ora sta assumendo contorni nuovi, un nuovo senso, una nuova prospettiva: un alternarsi di significati che non sono solo miei ma appartengono ad altre voci che si fanmo sempre più sicure e determinate, crescono in fretta.
Se per un po' mi ha spiazzata ora mi intenerisce e riconosco tutta la dignità e la tenacia degli sforzi per non mollare, pur cancellando, limando, sottraendo, eliminando.
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