sabato 5 marzo 2016
Una stanza
La tosse incessante si mescolava al rombo del tuono, la stanza buia era intrisa di sapori acri.
Si trovò, così, lontano in un'angusta stanza spoglia appena poco più larga delle sue braccia muscolose tese da un lato all'altro. Si titrovavano li, dopo lo studio, le passeggiate, le scorribande sui cippi della zona pedonale che separava il traffico di quell'enorme città che lei amava da sempre ma che abitava da poco. I cippi la divertivano, ci camminava sopra sfidando la gravità, inebriandosi dello sforzo fisico e lui, che moriva di paura ogni volta, la afferrava in un abbraccio stretto, come un bambina da proteggere, dopo l'ultimo salto, e rideva della sua follia. Poi tornavano nel suo appartamento :il rifugio perfetto mentre fuori imperversava la vita.
(Tratto dai miei ricordi, tutti idiritti riservati)
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