sabato 28 dicembre 2013
anche la mamma ha una vita
Senza la testa Entrare in quella stanza sara' come smarrirsi davanti all'orizzonte, nuotare tra le rapide , respirare a 3000 m, uscirne cosi' provati da non trovare la via del ritorno.
Con la testa saranno sorrisi scambiati ,strette di mano, un posto a sedere, dettagli da definire, saluti e un passo affrettato sulla via del ritorno.
"?"
Non ho bisogno di te ,
ho nostalgia
di incontrarti per caso alla fine di una scala,
incrociare il tuo sguardo,
rispondere al tuo sorriso,
ascoltare la tua voce che spiega cose che non capisco.
Senza la testa osservare un ragnetto sul soffitto e' molto pericoloso
Aggiustati icapelli
-scompigliati i capelli
Guardati allo specchio
-con una smorfia assestagli una linguaccia
Sali in macchina e vai piano
-inforca la bici e pedala controvento
Entra in classe fai l'appello e apri il libro
-apri la porta con un piede perche' in mano hai il PC i cavi gli attacchi la borsa i libri
proietta qualche solide e lascia che gli allievi intervengano ti troverai in un mondonuovo
Al suono dell'intervallo cerca di raggiungere la sala insegnanti come un'oasi di pace
- rinunciaci in corridoio tra 1000 decibel i ragazzi hanno storie di vita da regalarti
All'uscita sei stanca ma grata per le occasioni che hai colto
Sali in bici e pedala verso un altro pezzo di vita
Finora il pensiero e' stato sull'andare.
Certo andro': devo , posso, voglio
Poi un'illuminazione
Ma come faro' a tornare?
Dovro', potro' ma non vorro'
Mi sento un'altalena Questo continuò oscillare tra passato e presente e futuro mi sta dando il mal di mare.
Il presente non dovrebbe essere l'unica dimensione del tempo?
Invece continua ad essere invischiato con un passato che non puo' non esserci adesso e sempre e
oscillare e tendere ad andare piu' in la' e' come una forza cieca che non puoi fare a meno di seguire.
lunedì mattina alle 7.30 saetti in bicicletta già in ritardo sperando che non piova per altri 10m e invecde di farti la doccia un'auto assassina ti lava dal basso?
luned' mattina arrivi ascuola fatoccio di fango, fradicia e assatanata, entri in classe e li trovi scoglionati una cosa giusta
lunedi mattina ora buca cerchi di stampare ma il computer non ti riconosce...forse sei troppo indecente?
lunedi mattina sai che non finirà bene...c'è pure il collegio docenti !!!!!!
Sii presente a te stesso!
Questo monito mi ha colpito la prima volta che la mia compagna di stanza se ne usci' dal buio del letto citando suo padre.
Bello ,ho pensato, avere un papa' che ti dice cose importanti e vere anche se non le capisci.
poi quando capisci il senso della frase vorresti non aver mai sentito il papa' di Barbara!
Una mattina d'autunno, molti anni fa, passeggiavo per una stradina di montagna.
Amiche laureande , ci eravamo ritirate lassu', ospiti della Gabriella, in vista della sessione autunnale che per me fu l'ultima.
l'autunno in montagna e' una poesia delicata: le sfumature dei colori, i profumi aspri dell'umido e dei funghi, l'aria pungente e il sole ancora caldo, il fruscio delle foglie e le corse degli animali.
Il dolore era cosi' forte che mi sedetti ai bordi di un piccolo appezzamento di fieno ormai pronto, ad osservare una lumaca senza casa attraversare lentamente la strada.
Ce n'erano davvero tante tutte in transito da una parte all'altra lente e tenaci.
Ad un tratto un piccolo cane bianco e rossiccio, mi si avvicino' impaurito. Istintivamente allungai una mano e quello si avvicino' e prese a scodinzolare mentre lo accarezzavo.
Mi scappo' persino un sorriso tra le lacrime.
Feci per andarmene e mi accorsi che mi seguiva. Se mi fermavo restava li e se passeggiavo si incamminava.
Andammo avanti per un po' finche' arrivai alla baita ed entrai.
Il giorno seguente si ripete' la stessa cosa .
Stavolta capii e scoppiai a piangere a dirotto.
La natura si stava prendendo cura del mio dolore, oltre tutte le buone intenzioni degli uomini.
Anche oggi lo vorrei incontrare, come allora saprebbe confortarmi.
Nel corso degli anni i ho imparato a darmi dei permessi oltre che a dirmi cosa devo fare.
Mi do il permesso di non andare in pezzi.
Mi do il permesso di stare con quello che c'e' .
Mi do il permesso di essere viva.
E il resto.... trovera' il suo posto.
Voglio una vita a casino zero.
Ogni cosa col suo nome, nel suo cassetto, con l'etichetta in bella vista.
Qui sembra il cassetto delle calze della Luisa!
Un vero maremoto di calze sottili e setose si ma ce ne fosse una che fa due.
L'esilarante momento dello svuotamento del cassetto al centro della stanza e il relativo serissimo esame delle coppie spaiate e' come un rito tribale.
Niente sta con niente: buco, smagliatura, spaiatura .....
Alla fine pero' due lunghe calze nere hanno sempre varcato la soglia insieme!
Mi piacerebbe vivere di ordine , invece vivo di casino.
Se smetti di chiamare le cose col loro nome queste scompaiono?
E se gli cambi nome queste cambiano?
Sta storia del linguaggio non mi ha mai convinto e meno che mai ora.
Vero sta per falso, apparente per reale, ecco forse mistificato mi sembra ancora proprio cosi' come vaffa.
Certi giorni, per certe situazioni, ti ritrovi carica come una molla ed e' pressoche' impossibile sapere in quale direzione schizzera'.
Piu' la comprimi e piu' il lancio sara' imprevedibile.
Piu' ti comprimi e piu' difficile sara' sapere dove andrai a finire.
Di certo resta solo che sbatterai, rimbalzerai, qualcuno ridera' e tu ti farai male.
Poi tutto tornera' come prima, per un certo numero di volte,finche' non ci sara' piu' la molla ma solo una spirale slabrata.
No dai prendersi troppo sul serio e' davvero una faccenda seria.
Da meditazione zen, da libro cuore, da poesia romantica.
Da svenatura , da lobotomia, da straziatura.
Usare una certa dose di ironia, non proprio malefica, aiuta.
O si che aiuta!
Saranno gli ormoni?
Invece delle farfalle nello stomaco
ci sono leoni ruggenti pronti a sbranare
La pazienza e' una virtù'
ma c'è' anche la " spazienza" ( by la nana)
Invece della visione romantica e dolce delle cose
un sano realismo noir predomina con esiti improponibili.
Attenzione per innescare non serve tirare
basta continuare a lasciar andare.
Le ore scorrono come macigni
ripetersi che sono sempre 60 m l'una conforta
resta il fatto di stare pur non essendoci.
sovravviverò, lo so che lo farò.
nonostante tutto andrò avanti
consumerò le forze
mi restringerò ancora
sfiderò la sorte
esaurirò le lacrime
comunque sarò felice perchè sarò sopravvissuta
Morire dentro un po' per volta, spegnersi lentamente fino a non sentire piu' nulla.
Per sopravvivere.
Ho solo domande
vorrei non sentirle
Vorrei sostiutire il ? con !
l'hai fatto per me?
-no,l'ho fatto per me. Ma senza di te non avrei mai potuto
L'autocontrollo ecco cosa mi fa uscire di senno
quando vedi le emozioni passare e poi si perdono in una maschera inespressiva
La convenienza, il modo, lo stare alla fine e' la forma, il ruolo che dobbiamo avere, allora viva l' autocontrollo: verita' sociale
non posso credere che sia ancora venerdì. il fine settimana mi stronca.
finirò di ammettere di aspettare il lunedì
davvero tutto cambia.
Ho bisogno di nuove parole, vorrei poter inventare un modo diverso di dire per vedere se anche le cose assumono forme inaspettate. Vorrei avere un nome per ogni cosa ma non lo trovo.
Ho chiuso la scarpa nella portiera
ho offerto il garmin invece del kinder come merenda
ho riso di niente
ho fatto due volte il giro dell'isolato prima di trovare la strada
.....be' senza speranza.....
La verita' e' che sarebbe cosi' facile
basterebbe un gesto
per imboccare una strada senza ritorno
Come si invertono le priorita'
a seconda delle circostanze
per anni non vedi l'ora che arrivi il fine settimana
poi non vedi l'ora che finisca,
non che proprio ti riesca di amare il lunedì,
pero' sei costretta ad ammettere che lo aspetti
sei combattuta tra la reticenza a sfatare un assioma e la verita' di porne un altro.
se fossi una clessidra, potrei invertire i poli e non cambierebbe nulla.
ci sono giorni che trascorrono come tanti,
niente di straordinario
a distanza di tempo ti accorgi che quei giorni avevano nascosto tra le pieghe la tua rivoluzione.
Quando hai finito le lacrime
quando hai deciso che il buio e' la tua condizione
quando senti che arrivera' il giorno ma non ci sara' nessuna differenza con la notte
quando non ne puoi piu' di dirti che ce la puoi fare, che si, si puo' ricominciare' che c'e' sempre una speranza, che dipende da te ottenere quello che vuoi, che le piccole cose sono importanti, che non ti devi arrendere, che sei forte
oltre ad aver finito le stronzate,
non sai bene cos'altro hai fatto.
ma sti cazzi di mondi non sono paralleli
ne' tangenti
ne' si sfiorano per finta
si incrociano, aprono dei luoghi
ti commuovono profondamente, si chiudono e ripartono
Resta un abisso di dolore
Quella stanza colorata, tutta nuova, ampia e aperta
mi stava troppo larga
Era il luogo dove c'erano tutte le mie emozioni
e alla vista di quello spazio si sono moltiplicate tanto da rendere impossibile sorvegliarle.
Ora lo so la prossima volta andra' meglio,
le lascero' correre e non mi spaventero' piu'.
Quando finalmente tutto tace
resta solo l'essenziale
mi piace soffermarmi sui momenti speciali di ogni giorno
perche' ho deciso che voglio stare attenta e non perderne nessuno
e ogni giorno PU tua le ti regala i suoi.
Anche nel buio puoi imparare a vedere la luce.
Mesi fa ho girato per le vie della citta' in cerca di un materiale fuori moda, pressoche' obsoleto, introvabile, retro': carta da lettera!
gia' il nome a pronunciarlo ci vogliono tre minuti, poi il commesso deve capacitarsi di aver capito bene, poi, alla fine, tira fuori una strana carta un po' giallina e polverosa con qualche disegnino infantile.
No,no non e' quello che intendo.
Quella carta un po' ruvida, consistente e granulosa, color avorio.
Quando scrivi devi necessariamente usare un inchiostro che verra' assorbito e intanto il profumo del tuo polso impregnera' la carta.
E la busta? Un vero capolavoro! Della stessa carta, dentro liscia e decorata sul risvolto dell'attaccatura.
Dopo lunghe ricerche finalmente la trovo! Un trionfo!
A casa la appoggio in attesa del rito della scrittura e dell'ispirazione.
Passano i giorni frenetici e infuocati di giugno, la lettera deve essere scritta non c'e' piu' tempo.....
la carta e' sparita!!!!!!!!!!!
L'ho riposta cosi' bene lontano da mani curiose che non l'ho piu' trovata, la lettera non l'ho scritta e cio' che volevo dirti e' ancora qui.
topa
Come sono fortunata ad essere la sorella piccola!
Con i fratelli grandi che fanno di tutto perche' io possa inseguire i miei sogni, come prima altri hanno fatto per loro.
Cucinano, stendono, si organizzano da soli.
Poi mi abbracciano quando torno e se cado addormentata, mi danno un bacino e camminano piano!
Grazie Edo e Gabriele .
Ceci
Il sonno non arriva
la favola non basta
siamo state lontane tutto il giorno e tu vuoi di piu'
Rannicchiata contro di te, le tue manine sul mio viso il nostro respiro all'unisono
ti addormenti beata con un sorriso nascosto.
Dopo aver trascorso la notte avvizzita in un angolo del letto perche' uno strano nano sdentato doveva assolutamente dormire abbarbicato come un koala al tuo braccio, al suono della sveglia inizia il maremoto.
Dopo le lotte greco-romane con colazioni, scarpe da ginnastica,fogli dell'assicurazione, avvisi da firmare, merende e succhi, zaini e grembiuli salvi le creature dalla distruzione fisica affidandoli alle sacre mura dell'istruzione.
Come Nuvolari torni a casa, oggi ci sono i rientri, mentre cuoce la pasta ti fai la doccia, pasta a cottura lenta please, mentre tagli la verdura i capelli si asciugano, assicurata la sopravvivenza alle truppe, indossi i panni della prof e naturale come bere un bicchier d'acqua entri in classe e cominci a parlare di Kant.
Il tempo? Questione di punti di vista.
L'importante e' divertirsi.
pensieri profondi di una scolara di prima elementare:
" sai che devo scrivere ottobre per 30 volte? ho guardato sul diario e fino a 30 poi comincia Novembre!"
Con i fratelli grandi che fanno di tutto perche' io possa inseguire i miei sogni, come prima altri hanno fatto per loro.
Cucinano, stendono, si organizzano da soli.
Poi mi abbracciano quando torno e se cado addormentata, mi danno un bacino e camminano piano!
Grazie Edo e Gabriele .
Ceci
Il sonno non arriva
la favola non basta
siamo state lontane tutto il giorno e tu vuoi di piu'
Rannicchiata contro di te, le tue manine sul mio viso il nostro respiro all'unisono
ti addormenti beata con un sorriso nascosto.
Dopo aver trascorso la notte avvizzita in un angolo del letto perche' uno strano nano sdentato doveva assolutamente dormire abbarbicato come un koala al tuo braccio, al suono della sveglia inizia il maremoto.
Dopo le lotte greco-romane con colazioni, scarpe da ginnastica,fogli dell'assicurazione, avvisi da firmare, merende e succhi, zaini e grembiuli salvi le creature dalla distruzione fisica affidandoli alle sacre mura dell'istruzione.
Come Nuvolari torni a casa, oggi ci sono i rientri, mentre cuoce la pasta ti fai la doccia, pasta a cottura lenta please, mentre tagli la verdura i capelli si asciugano, assicurata la sopravvivenza alle truppe, indossi i panni della prof e naturale come bere un bicchier d'acqua entri in classe e cominci a parlare di Kant.
Il tempo? Questione di punti di vista.
L'importante e' divertirsi.
pensieri profondi di una scolara di prima elementare:
" sai che devo scrivere ottobre per 30 volte? ho guardato sul diario e fino a 30 poi comincia Novembre!"
regole
Quando i bambini sono diventati sufficientemente grandi, al primo tentativo riuscito di formulare un perche', ho stabilito una delle tante regole di casa.
Niente parole, suoni ma soprattutto domande prima del caffè'!!!
I miei figli hanno imparato che meglio non provare a varcare il confine del leone inferocito che si alza dal letto prima che il suo naso e il suo palato abbiamo assaporato insieme l'aroma del caffè'.
Fanno sempre molta fatica a trattenersi, cosi' girano per casa con l'occhio vigile e aspettano il momento opportuno per lanciare l'attacco.
Strateghi della domanda!
Il fatto e' che il mattino scatena le curiosità' piu' diverse.
< secondo te, ci sara' ancora qualcuno che appartiene alle tappe dell'evoluzione>
< se invento la macchina del tempo, posso andare dove voglio? E se non riesco a tornare?>
< ma se io avrò' 50 anni, lui quanto ne avrà'? E lui? E tu sarai morta?>
Dopo il caffe' , almeno dopo il caffè'.....
Come sopravvivere ad una mamma filosofa
chiusa nel corridoio stretto tra il bagno, i panni da stendere sono circondata da pensatori.
L'adolescente < se la vita non si fosse sviluppata adesso cosa saremmo ?
- niente non ci saremmo e non potremmo chiedercelo-
< ma come sarebbe?
- non sarebbe.
L'altro :
< ma Adamo ed Eva non sono veri e allora le scimmie?>
L'ultima,saltellando:
< se le scimmie non sono esistite noi non eravamo, ma loro ci sono e noi anche, vero mamma?>
Devo averli contagiati.....
Niente parole, suoni ma soprattutto domande prima del caffè'!!!
I miei figli hanno imparato che meglio non provare a varcare il confine del leone inferocito che si alza dal letto prima che il suo naso e il suo palato abbiamo assaporato insieme l'aroma del caffè'.
Fanno sempre molta fatica a trattenersi, cosi' girano per casa con l'occhio vigile e aspettano il momento opportuno per lanciare l'attacco.
Strateghi della domanda!
Il fatto e' che il mattino scatena le curiosità' piu' diverse.
< secondo te, ci sara' ancora qualcuno che appartiene alle tappe dell'evoluzione>
< se invento la macchina del tempo, posso andare dove voglio? E se non riesco a tornare?>
< ma se io avrò' 50 anni, lui quanto ne avrà'? E lui? E tu sarai morta?>
Dopo il caffe' , almeno dopo il caffè'.....
Come sopravvivere ad una mamma filosofa
chiusa nel corridoio stretto tra il bagno, i panni da stendere sono circondata da pensatori.
L'adolescente < se la vita non si fosse sviluppata adesso cosa saremmo ?
- niente non ci saremmo e non potremmo chiedercelo-
< ma come sarebbe?
- non sarebbe.
L'altro :
< ma Adamo ed Eva non sono veri e allora le scimmie?>
L'ultima,saltellando:
< se le scimmie non sono esistite noi non eravamo, ma loro ci sono e noi anche, vero mamma?>
Devo averli contagiati.....
Creare questo spazio e' stato rispondere ad un invito incontrato per caso, l'antivigilia di Natale.
Camminando lesta per le vie della città', nell'intervallo di pranzo, avevo in mente solo di risolvere alcune incombenze prima dell'ultimo concerto della sera. La mia testa macinava tabelle di marcia e dettagli organizzativi mentre in realtà' acquistavo, camminavo, scambiavo auguri e tentavo di non ammazarmi, come al solito, contro qualcosa.
Avevo pressoché' terminato e i miei neuroni fumavano il kalume' della pace, quando, scorgo da lontano volti familiari.
Una grande gioia!
Abbiamo condiviso un'intera vita, quella più' vera, quella delle amicizie che non passano mai perche' sono costruite di ricordi, di notti passate a parlare, di vacanze in tenda, di litigi, di separazioni, di pezzi di vita condivisi perche' si.
Sara', probabilmente, anche il fatto di non avere sorelle o fratelli e necessari mente dover far conto sulle amiche e gli amici.
E cosi' se l'invito viene da li come non prenderlo sul serio?
E allora via a questa nuova avventura.
venerdì 27 dicembre 2013
pensieri
Attendere il crepuscolo della sera
il sapore della notte invade le narici
il gelo scende dai tetti
la luna afferra uno spicchio di buio
tremando i cuccioli cercano il tepore delle madri
gli occhi si chiudono sui sogni vellutati.
il sapore della notte invade le narici
il gelo scende dai tetti
la luna afferra uno spicchio di buio
tremando i cuccioli cercano il tepore delle madri
gli occhi si chiudono sui sogni vellutati.
pensieri
senti? aspetta!
ti racconto una storia ne porto tante con me
sono il vento.
Ascoltò e rise.
aspettò il vento ogni giorno.
ti racconto una storia ne porto tante con me
sono il vento.
Ascoltò e rise.
aspettò il vento ogni giorno.
anche la mamma ha una vita
In realtà' non riesco ad uscire da quella stanza.
L'ho ritrovata e pur restandoci poco tutto resta ancorato a quello spazio.
I piedi se ne vanno, le mani si immergono in mille lavori, la testa rimugina sul da farsi e il cuore non ne vuole sapere di uscire da li.
Come un film che guardi e riguardi.
E attendi di tornare, anche se sai di non poter rimanere, e riprovi a portarti dietro anche il cuore quando te ne devi andare.
L'ho ritrovata e pur restandoci poco tutto resta ancorato a quello spazio.
I piedi se ne vanno, le mani si immergono in mille lavori, la testa rimugina sul da farsi e il cuore non ne vuole sapere di uscire da li.
Come un film che guardi e riguardi.
E attendi di tornare, anche se sai di non poter rimanere, e riprovi a portarti dietro anche il cuore quando te ne devi andare.
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