Camminando lesta per le vie della città', nell'intervallo di pranzo, avevo in mente solo di risolvere alcune incombenze prima dell'ultimo concerto della sera. La mia testa macinava tabelle di marcia e dettagli organizzativi mentre in realtà' acquistavo, camminavo, scambiavo auguri e tentavo di non ammazarmi, come al solito, contro qualcosa.
Avevo pressoché' terminato e i miei neuroni fumavano il kalume' della pace, quando, scorgo da lontano volti familiari.
Una grande gioia!
Abbiamo condiviso un'intera vita, quella più' vera, quella delle amicizie che non passano mai perche' sono costruite di ricordi, di notti passate a parlare, di vacanze in tenda, di litigi, di separazioni, di pezzi di vita condivisi perche' si.
Sara', probabilmente, anche il fatto di non avere sorelle o fratelli e necessari mente dover far conto sulle amiche e gli amici.
E cosi' se l'invito viene da li come non prenderlo sul serio?
E allora via a questa nuova avventura.
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