mercoledì 2 marzo 2016

Traffico in tilt

Signora, mi scusi c'è un problema...sa suo figlio; Buongiorno, la chiamo perché ci sarebbe una situazione da sistemare; Prof, ha un cambio d'orario, c'è una scadenza del progetto, l'aula è occupata campi programma, c'è una classe scoperta le metta insieme; si è iscritta ad un aggiornamento? Si ma deve fare lezione non la possiamo sostituire; frequenta un corso al pomeriggio? Va be' non fa niente ci sono i consigli faccia pure gli esami e studi di notte; Signora, Salve, sa suo figlio non ha più il medico specialista deve trovare un nuovo medico di base, anche se ha una patologia cronica, è urgente per i controlli? Si ci vuole solo un po' di organizzazione. Signora,buongiorno, sa il modulo che ha complicato no non va bene deve rifarlo può venire presso i nostri uffici in orario di sportello. Mamma, cosa mangiamo? Ho fame! Signora, sa l'orario dell'ufficio non è a sua discrezione ma dalle alle, non può mica fare come crede. Signora, lei pensa che suo figlio possa fare quello che sogna ma non ha capito niente, deve fargli vedere la realtà per quello che è: un problema. Prof, abbiamo un problema: ci interroga più avanti abbiamo troppi impegni. Sai, così non va bene, bisogna crescere, essere precisi, ricercare, lavorare...se no... Sa,ci sarebbe un altro problema per la stessa soluzione che ha già proposto, ma siccome la soluzione la propongo io funziona. CHIUSO PER RICERCA PROBLEMA DEL PROBLEMA SENZA SOLUZIONE REALE.

martedì 1 marzo 2016

Due punti

Si sono incrociati come estranei, senza un gesto o una parola, lei diretta al negozio, lui alla sua auto. Forse smarriti O distratti O immemori Di essersi, per un breve attimo, amati per sempre.
Szymborska

martedì 16 febbraio 2016

Indifferente

Sai,ho provato a modo tuo, un pò si, un po' no. Ad essere così dentro le situazioni da sentirle mie e poi, dimenticarmene come se fosse un libro da sfogliare. Ho provato a conviverci, a convincermi, a capire, a imitarti. La verità è che non potrò mai riuscirci. Per quando dolore la vita abbia voluto lasciarmi sulla pelle, questa è rimasta viva. Ha un solo colore con mille sfumature, ma non muta come la livrea del serpente. Non potra' essere come te, indifferente. È allenata ad amare.

mercoledì 10 febbraio 2016

Al buio.

"Mamma parliamo" Guardo l'ora sgomenta e sono le 3, è buio e fa un freddo cane. Lacrime a dirotto, una vocina sottile comincia ad elencare una serie di idee che mi fanno rabbrividire. "Non voglio più andare a scuola, la maestra dice sempre che sono bravissima, che non importa se faccio altre cose fuori dalla scuola, allora io dico che non ho capito anche se ho capito. Però sono arrabbiata, sono diversa. Io non ci voglio andare". E, dopo aver ingoiato sonno, rabbia e una dose di fiele, provo a spiegarle che ciascuno è diverso, ognuno è unico e speciale. " ti voglio bene, così come sei, perfetta anche perché ogni tanto sbagli e ti arrabbi." Dopo due ore di riflessioni, abbracci, coccole, sento il respiro regolare e profondo. Gli occhi fissano il buio e lo svanire dell'infanzia.

giovedì 4 febbraio 2016

Le parole non bastano

Esistono realtà dell'anima che non possono essere ridotte a parole. Per quanto la verbalizzazione possa essere efficace, non sarà mai sufficiente né per chi spiega né per chi ascolta. Quali parole possono descrivere, a chi non ha sperimentato, un qualcosa? Possono essere similitudini, analogie, possono richiamare esperienze note ma non riusciranno mai a portare l'anima dell'altro nello stesso luogo a meno che non ci sia gia' stata. Parlare è tutto ciò che abbiamo ma a volte è come sabbia che scivola tra le dita e impolvera un po' ma non lascia traccia. Così,ogni emozione non può essere compresa fino in fondo, le mille sfumature con le quali è impressa nell'anima sono impenetrabili. Allora, ti dico, figlio mio, che colgo una parte di ciò che senti, ho sperimentato come te l'abbandono primario, sento, nonostante gli anni, le parole, le ricerche, le guarigioni, che nulla potrà chiudere quella porta. Sento, come te, che l'amore che ti circonda non è mai abbastanza profondo, abbastanza vero, non sazia, non cura. Passi giorni a domandarti perché, compleanni ad aspettare gli auguri, il natale a credere che, si almeno quel giorno, avrai un abbraccio, invece no, solo per indifferenza. E sei circondata da persone che ti aprono la loro casa e il cuore, trovi rifugio ma non riesci a sentirti a casa. Ed è lì che bisogna arrivare a sentire tutto il male che fa, a sapere che non c'è una spugna che cancella. C'è un ponte che si può costruire, passo passo, come quelli di corda sospesi nel vuoto e li che cammini per tutta la vita: impari il senso dell'equilibrio, l'ebrezza dell'altitudine, la meraviglia del paesaggio,il sapore del vento, la musica dell'universo. Ma non sarai mai in salvo dall'altra parte.