martedì 13 maggio 2014

13 maggio


Sono stufa dello specchio, dell'amplificatore
sono stufa delle frasi sibilline, degli sguardi, dei sorrisi accennati,
sono stufa delle metà, dei pezzettini
Sono così stufa che brucio tutti quelli che si avvicinano.

domenica 11 maggio 2014

La festa di oggi ricorda un amore silenzioso fatto di quotidianità, piccoli gesti apparentemente scontati, una presenza costante non solo fattiva ma emotiva.
La portiamo dentro di noi e la viviamo nel bene e nel male come modello di vita.
Analogie e differenze ma presenza.
Distanze o vicinanze ma presenza.
Un segno indelebile nel nostro cuore.

mercoledì 1 gennaio 2014

feste

Il capodanno dei piccoli
Cosa serve per creare la magia di un rito di passaggio come l' arrivo del nuovo anno?
Al di la' della realta' semplice di cambiare la data sul calendario da sempre si sono aggiunti a questo momento bilanci, aspettative, auspici e riti appunto.  Scaramantici e diversi.
Personalmente ritengo tutti i polveroni in generale inutili, dal caos associato alle feste, alla necessita' di imbottiti di cibo che sfamarebbe in tempi normali per una settimana piu' persone,  alla necessita' di essere scaramantici.
Allora il capodanno dei piccoli?
fantasia e voglia di cercare il Bello per nutrire anche nelle occasioni speciali mente e cuore.
Pic nic al chiaro di luna, on cima ad una collina e sullo sfondo mille luci delle città ferventi, in attesa di gustare un concerto il cui tema e' il viaggio. E noi che viviamo in auto, potevamo perdercelo?
Certo qualche rimostranza c'e' stata.
"Non abbiamo fatto il conto alla rovescia; non abbiamo fatto saltare il tappo" unica risposta un sorriso!
Come spiegare infatti che i conti ad un certo punto li fai solo in avanti non importa se con numeri negativi o positivi. Che di sorprese non ne attendi piu' perche' sai che quelle che arrivano non le puoi evitare.
Che i tappi sono gia' esplosi tutti e non hai bisogno di altri rumori, effervescenze incontrollabili, ubriacature, ma solo di silenzio.
Così il capodanno dei piccoli finisce come Cenerentola allo scoccar della mezzanotte ma continua tutto l'anno con i ritmi e le fantasie che colorano la vita è fanno provviste di dolcezze e di silenzi.

domenica 29 dicembre 2013

il parcheggio

una cosa mi riempie di emozione ogni volta. arrivare nei pressi del Teatro trovare parcheggio davanti al parchimetro.
viceversa, sono costretta ad accedere al parcheggio sotterraneo e li....
le prime volte ci sono voluti lunghi minuti di imprecazioni, manovre e avvitamenti per riuscire a sistemare la macchina e permettere anche alle persone con strumento annesso di uscire dalle porte.
finchè dopo alcune settimane degli stessi tentativi con annessi strepiti, il rumore delle ruote sul pavimento è amplificato, il parcheggiatore con un sorriso ci accoglie all'entrata, aspetta che io snodi la masnada di ossa e corde e poi serafico parcheggia in due manovre.
Uff!!! ci accompagna anche all'ascensore interessandosi dei concerti.
molto meglio!!!

sabato 28 dicembre 2013

figli

sopravvivere la taglio dei capelli, è una vera impresa!
prima ci sono le imprecazioni dell'adolescente per il fatidico ciufffo, che non si sa dove sia, ma nella sua fervida immaginazione danza ogni volta che muove la testa.
poi le facce buie del fratello che pensa di conservare la sapienza nei crini e non vuole assolutamente separarsene.
se riesci a scaricarli dal barbiere devi anche esserti accordata prima con il tizio, molto paziente e comprensivo dopo anni di lotte fratricide, per un taglio che accontenti i malcapitati. una sorta di incrocio tra soldato Jane e Elvis.
purchè non si sappia, purchè non si veda.
un'operazione carbonara, in piena regola.
ma non è finita....
all'uscita, commenti, strepiti e boffonchiamenti
in effetti molto poco Elvis e più chierici!

pensieri


<Sapeva che sarebbe stato inevitabile eppure era ancora in cerca di una via d'uscita.
Il suo senso di giustizia non la mollava come un catenaccio scomodo ad una caviglia.
L'immancabile senso di colpa, che si mostrava sempre appena il dubbio apriva uno spiraglio, le agitava lo stomaco peggio del mare mosso.
Si ripeteva tutti gli scenari possibili,almeno quelli che lei riusciva ad immaginare e nessuno le sembrava tranquillizzante ne' tanto meno credibile.
Era inevitabile, non prima o poi ma in quel preciso giorno. 
Poteva scappare, evitare, trovare una scusa, mossa gia' usata con successo tante e tante volte .piu' che consolidata. Ma no qualcosa di diverso si era impadronito di lei, nonostante ogni centimetro di pelle grondasse terrore sapeva che non si sarebbe mai perdonata di aver tradito di nuovo se stessa.>
Le era sempre piaciuto ottenere dalla vita ancora un o' di tempo, procrastinare per aver modo di riprendere il controllo, ma alla fine il momento arrivava comunque e questa volta non voleva altro tempo, voleva solo sapere in quale dei suoi scenari si sarebbe trovata quel giorno in quel luogo.
E sapeva anche cosa avrebbe sentito, detto , quali forze avrebbe ancora avuto in qualunque caso.
La vita aveva smesso di sorprenderla gia' da un bel po'. 
Era abituata ai disastri che aveva subito e che aveva imparato a provocare
Era fatta cosi' doveva avere tutto sotto controllo: o forse conosceva la sua immensa fragilità.

la casa



Ok ora basta mettiamoci un PUNTO!
Mi son rotta di rompermi ,.... la testa.
E cosi': voila' una botta di realta'.
Cominciamo con un po' di colore ai muri, spostamento di mobili, un appuntamento con l'estro creativo per pranzo e .....si salvi chi puo'!
Una pitturatina anche agli strumenti!? Ummm .......Fermi maestri giu' i forconi stavo SCHERZANDO!
Se passate di qua rischiate una pennellata sul naso.....colorata!
Bye!!!

a chi apre gli sportelli e non li chiude, a chi si lava i denti e lascia il dentrificio aperto, a chi finisce il bagnoschiuma e lo lascia nella doccia, a chi si lava un piede si e l'altro no, a chi si pettina il ciuffo davanti e non la rosa dietro, a chi parla inglese e non lo sa, a chi suona Bach col diminuendo, a chi pensa che il tempo sia un senso, a chi con Mozart prende un caffè, insomma al popolo di fate e gnomi dispettosi preparo la colazione

Da anni convivo con due rugose tartarughe. creature ancestrali ma per certi versi anche artistiche. Nel loro tempo rallentato percorrono piccoli spazi ma la sera una delle due svela il suo lato teatrale intessendo strane coreografie, sotto la luce che le riscalda, per poi finire immobile sulla pietra come una vera star.

Peccato che regolarmente scivola e con un tonfo sordo, minaccia la resistenza dei miei nervi.


Dichiarò lo stato di emergenza!
Il cambio di stagione negli armadi evidenzia lo stato di totale solitudine dei calzini ( e va be') , l'impossibilita' per i figli maschi di riconoscere i pigiami come composti di due parti, l'assoluta inacapacita' di aver consapevolezza di cio' che mi appartiene! 
Se non fosse per la fatica li strozzerei volentieri!
Meno male che non ci sono.


e dopo gli armadi, adesso gli armadilli...
corazze con carrozze
piove il neurone è in corto!