domenica 11 maggio 2014

La festa di oggi ricorda un amore silenzioso fatto di quotidianità, piccoli gesti apparentemente scontati, una presenza costante non solo fattiva ma emotiva.
La portiamo dentro di noi e la viviamo nel bene e nel male come modello di vita.
Analogie e differenze ma presenza.
Distanze o vicinanze ma presenza.
Un segno indelebile nel nostro cuore.

mercoledì 1 gennaio 2014

feste

Il capodanno dei piccoli
Cosa serve per creare la magia di un rito di passaggio come l' arrivo del nuovo anno?
Al di la' della realta' semplice di cambiare la data sul calendario da sempre si sono aggiunti a questo momento bilanci, aspettative, auspici e riti appunto.  Scaramantici e diversi.
Personalmente ritengo tutti i polveroni in generale inutili, dal caos associato alle feste, alla necessita' di imbottiti di cibo che sfamarebbe in tempi normali per una settimana piu' persone,  alla necessita' di essere scaramantici.
Allora il capodanno dei piccoli?
fantasia e voglia di cercare il Bello per nutrire anche nelle occasioni speciali mente e cuore.
Pic nic al chiaro di luna, on cima ad una collina e sullo sfondo mille luci delle città ferventi, in attesa di gustare un concerto il cui tema e' il viaggio. E noi che viviamo in auto, potevamo perdercelo?
Certo qualche rimostranza c'e' stata.
"Non abbiamo fatto il conto alla rovescia; non abbiamo fatto saltare il tappo" unica risposta un sorriso!
Come spiegare infatti che i conti ad un certo punto li fai solo in avanti non importa se con numeri negativi o positivi. Che di sorprese non ne attendi piu' perche' sai che quelle che arrivano non le puoi evitare.
Che i tappi sono gia' esplosi tutti e non hai bisogno di altri rumori, effervescenze incontrollabili, ubriacature, ma solo di silenzio.
Così il capodanno dei piccoli finisce come Cenerentola allo scoccar della mezzanotte ma continua tutto l'anno con i ritmi e le fantasie che colorano la vita è fanno provviste di dolcezze e di silenzi.

domenica 29 dicembre 2013

il parcheggio

una cosa mi riempie di emozione ogni volta. arrivare nei pressi del Teatro trovare parcheggio davanti al parchimetro.
viceversa, sono costretta ad accedere al parcheggio sotterraneo e li....
le prime volte ci sono voluti lunghi minuti di imprecazioni, manovre e avvitamenti per riuscire a sistemare la macchina e permettere anche alle persone con strumento annesso di uscire dalle porte.
finchè dopo alcune settimane degli stessi tentativi con annessi strepiti, il rumore delle ruote sul pavimento è amplificato, il parcheggiatore con un sorriso ci accoglie all'entrata, aspetta che io snodi la masnada di ossa e corde e poi serafico parcheggia in due manovre.
Uff!!! ci accompagna anche all'ascensore interessandosi dei concerti.
molto meglio!!!

sabato 28 dicembre 2013

figli

sopravvivere la taglio dei capelli, è una vera impresa!
prima ci sono le imprecazioni dell'adolescente per il fatidico ciufffo, che non si sa dove sia, ma nella sua fervida immaginazione danza ogni volta che muove la testa.
poi le facce buie del fratello che pensa di conservare la sapienza nei crini e non vuole assolutamente separarsene.
se riesci a scaricarli dal barbiere devi anche esserti accordata prima con il tizio, molto paziente e comprensivo dopo anni di lotte fratricide, per un taglio che accontenti i malcapitati. una sorta di incrocio tra soldato Jane e Elvis.
purchè non si sappia, purchè non si veda.
un'operazione carbonara, in piena regola.
ma non è finita....
all'uscita, commenti, strepiti e boffonchiamenti
in effetti molto poco Elvis e più chierici!

pensieri


<Sapeva che sarebbe stato inevitabile eppure era ancora in cerca di una via d'uscita.
Il suo senso di giustizia non la mollava come un catenaccio scomodo ad una caviglia.
L'immancabile senso di colpa, che si mostrava sempre appena il dubbio apriva uno spiraglio, le agitava lo stomaco peggio del mare mosso.
Si ripeteva tutti gli scenari possibili,almeno quelli che lei riusciva ad immaginare e nessuno le sembrava tranquillizzante ne' tanto meno credibile.
Era inevitabile, non prima o poi ma in quel preciso giorno. 
Poteva scappare, evitare, trovare una scusa, mossa gia' usata con successo tante e tante volte .piu' che consolidata. Ma no qualcosa di diverso si era impadronito di lei, nonostante ogni centimetro di pelle grondasse terrore sapeva che non si sarebbe mai perdonata di aver tradito di nuovo se stessa.>
Le era sempre piaciuto ottenere dalla vita ancora un o' di tempo, procrastinare per aver modo di riprendere il controllo, ma alla fine il momento arrivava comunque e questa volta non voleva altro tempo, voleva solo sapere in quale dei suoi scenari si sarebbe trovata quel giorno in quel luogo.
E sapeva anche cosa avrebbe sentito, detto , quali forze avrebbe ancora avuto in qualunque caso.
La vita aveva smesso di sorprenderla gia' da un bel po'. 
Era abituata ai disastri che aveva subito e che aveva imparato a provocare
Era fatta cosi' doveva avere tutto sotto controllo: o forse conosceva la sua immensa fragilità.

la casa



Ok ora basta mettiamoci un PUNTO!
Mi son rotta di rompermi ,.... la testa.
E cosi': voila' una botta di realta'.
Cominciamo con un po' di colore ai muri, spostamento di mobili, un appuntamento con l'estro creativo per pranzo e .....si salvi chi puo'!
Una pitturatina anche agli strumenti!? Ummm .......Fermi maestri giu' i forconi stavo SCHERZANDO!
Se passate di qua rischiate una pennellata sul naso.....colorata!
Bye!!!

a chi apre gli sportelli e non li chiude, a chi si lava i denti e lascia il dentrificio aperto, a chi finisce il bagnoschiuma e lo lascia nella doccia, a chi si lava un piede si e l'altro no, a chi si pettina il ciuffo davanti e non la rosa dietro, a chi parla inglese e non lo sa, a chi suona Bach col diminuendo, a chi pensa che il tempo sia un senso, a chi con Mozart prende un caffè, insomma al popolo di fate e gnomi dispettosi preparo la colazione

Da anni convivo con due rugose tartarughe. creature ancestrali ma per certi versi anche artistiche. Nel loro tempo rallentato percorrono piccoli spazi ma la sera una delle due svela il suo lato teatrale intessendo strane coreografie, sotto la luce che le riscalda, per poi finire immobile sulla pietra come una vera star.

Peccato che regolarmente scivola e con un tonfo sordo, minaccia la resistenza dei miei nervi.


Dichiarò lo stato di emergenza!
Il cambio di stagione negli armadi evidenzia lo stato di totale solitudine dei calzini ( e va be') , l'impossibilita' per i figli maschi di riconoscere i pigiami come composti di due parti, l'assoluta inacapacita' di aver consapevolezza di cio' che mi appartiene! 
Se non fosse per la fatica li strozzerei volentieri!
Meno male che non ci sono.


e dopo gli armadi, adesso gli armadilli...
corazze con carrozze
piove il neurone è in corto!

pensieri



Avere,dare
Prendere,lasciare
Venire,andare
Sapere,dubitare
Toccare,immaginare
dovere,potere
io sto dopo la virgola



A volte le scelte sono cosi': puoi evitare di camminare sull'orlo di un burrone, di mangiare una fetta di dolce, di dormire sul terrazzo se non ti va.
ma non puoi evitare di essere davanti al tramonto, al mare, alla luna.
La vita e', e tu non puoi farci proprio niente, solo contemplarla.




Un 'emozione tiene in scacco la tua vita, alla faccia della matematica, della gravita' , del sillogismo aristotelico!

Le lacrime saranno infinite probabilmente 
come il mare
come la pioggia
Scorrono e si caricano di detriti
miracolosamente purificano

Camminare sulla sabbia
sedersi su uno scoglio
lasciare che lo sguardo sconfini
tremare per la brezza e l'immensita'


Una goccia di rugiada
una foglia assetata
un alito di vento
si attendono
per non essere invano

col naso all'insù
ridere piano
per non disturbare


I margini del bosco lasciano intendere la vita fitta nell'oscurita',
la luna s'infrange pallida sulle chiome spoglie
una piccola lepre corre a perdifiato e si ferma impietrita
ritta e sottile attende
improvvisamente scompare

Il Bello si contempla 
Il sublime ti commuove
ed e' sempre cosi' vicino
anche se non appare
un piccolo raggio di sole, si affaccia timido , in questa città grigia.
coraggio, salta fuori
non mi sei mai piaciuto
ma ora ho cambiato idea su tutto
mi piaci anche tu
aspetto il tuo colore luminoso e il tuo calore rassicurante
devo asciugare il bucato.


fantastico cielo, ti sbircio dal riquadro della finestra.
poi guardo giù e ci sono tanti volti ansiosi che aspettano
sapere, chiedere, vivere
non posso esimermi.

Seconda stella a destra
questo e' il cammino 
Il cielo e' cupo, nero
nessun riferimento
nessuna indicazione dall'alto
segui il cuore 
lui sa.


Appesa ad un filo tremola la speranza
attesa di un mattino senza luce
colore di un silenzio denso di angoscia
nessuna novita' solo il lento tramestio di vita

Vorrei essere un'illusione per creare un luogo, una storia, una melodia,
rotonda come una bolla di sapone che viaggia sospinta dal vento 
riflettendo il mondo 
e improvvisamente scompare.


C'è un pezzettino di buono,
c'è un angolo del Bello,
c'è un attimo di felicità,
c'è un luogo dove rannicchiati ascoltare
se c'è una parte c'è il tutto.

4 le lettere
44 l'ultimo acquisto
444 le pecore di ieri
4444 i pensieri
44444 gli istanti


Il freddo intenso di una casa vuota
il silenzio denso di un tempo lento
la notte feroce di un pensiero insistente
La poesia delicata di una melodia familiare

Nel silenzio della notte il ticchettio dell'orologio scandisce il tempo
e' rassicurante e costante.
Se improvvisamente smettesse regnerebbe solo il silenzio 
vuoto, buio, freddo
la paura prenderebbe il sopravvento finche' non udissi lo stesso ritmo provenire, sottile, da piu' vicino.
Fuori e' deserto ma hai sempre il tuo cuore.


L'attesa e' gia' una perdita 
L'attimo e' passato e nulla te lo restituira'
Tutto e' gia' memoria
Non ti puoi sottrarre dal creare ricordi.

I piedi
I primi si posano silenziosi, sfiorando appena il suolo, con le dita grassottelle.
A poco a poco si fanno oiu' arditi, fino a diventare quelli sicuri che poggiano dal tallone e scandiscono un ritmo regolare lungo il corridoio, inconfondibile.
ci sono quelli lunghi e affusolati che camminano solo sfiorando, sulle punte, quasi a non voler far rumore, se possono si sollevano il piu' presto possibile, li trovi dove normalmente incontreresti un volto. Sono capovolti e, quando scendono a terra, e' solo per un attimo quasi a non voler disturbare, e sulle punte per occupare lo spazio piu' piccolo.
Poi ci sono i transatlantici, che poggiano a terra e gia' son in un altro luogo. Si ergono maestosi anche se a volte soli, trovi traccia del loro passaggio perche' abbandonano relitti lungo il percorso. Sai esattamente dove sono stati anche se loro non ci sono gia' piu'.
Li ho amati tutti in tutte le loro fasi, ho imparato a leggere le vite che trasportano che pian piano si evolvono.
I piedi metafore di esistenze.


Uno sguardo ferma il tempo piu' di una parola o di un gesto.
Sostenere,un attimo, uno sguardo e' un atto di coraggio che partecipa di eternita'.