Mi ha sfiorata quando ero molto piccola, con il suo tocco gelido ha rapinato la mia famiglia.
Per anni non si è più fatta viva finché un giorno qualunque è entrata in casa poco prima di me e si è portata via un altro pezzetto del mio cuore.
E' rimasta silenziosa, appostata nel giardino di casa, mandando avanti chi le prepara la strada, la sofferenza.
Oh, si per lunghi anni abbiamo combattuto vincendo molte battaglie e guadagnando tempo, tutto ciò che potevamo fare, poi lei ha vinto la guerra non una ma due volte e la casa si è svuotata.
Pensavo, allora, di aver conosciuto l'abisso di ogni uomo, il suo incontro con la morte. Invece no, ha dovuto incontrarla guardarla più da vicino con gli occhi dei miei figli, guardarla da mamma squarciare il cuore senza nessuna pietà.
E non solo una volta.
Nessuna pietà ha la morte, arriva e rapisce.
Nessuna possibilità ha il cuore di trovare pace.
lunedì 25 maggio 2015
domenica 24 maggio 2015
Un fiore
Non vorrei essere nulla per te
né conoscente, amica, amante, sorella, confidente.
vorrei stare nel taschino della tua camicia e regalarti il mio profumo quando guardi in giù.
sabato 23 maggio 2015
anche le briciole
Ho imparato a vivere il tempo, quel tempo del quale non posso decidete la durata ma il senso
ho imparato a dividerlo in piccoli spazi e a trovare, dentro ciascuno, un obiettivo da perseguire fino in fondo
ho imparato a non lasciarlo scorrere ma a gustarlo giocando con un filo d'erba, uno spicchio di luce, il silenzio della notte
ho imparato una strategia per non morire di nostalgia, non c'è l'attesa di qualcosa c'è qualcosa da " fare" anche il niente
ho imparato che la durata del tempo è proporzionale al senso delle cose che fai, al bello che ci trovi, alle provviste di doni che stipi nel cuore
ho imparato che posso pensare ad un'intera parte dell'anno, nuova, diversa, intensa, con ritmi diversi senza sgretolarmi.
Farò provviste per l'inverno.
ho imparato a dividerlo in piccoli spazi e a trovare, dentro ciascuno, un obiettivo da perseguire fino in fondo
ho imparato a non lasciarlo scorrere ma a gustarlo giocando con un filo d'erba, uno spicchio di luce, il silenzio della notte
ho imparato una strategia per non morire di nostalgia, non c'è l'attesa di qualcosa c'è qualcosa da " fare" anche il niente
ho imparato che la durata del tempo è proporzionale al senso delle cose che fai, al bello che ci trovi, alle provviste di doni che stipi nel cuore
ho imparato che posso pensare ad un'intera parte dell'anno, nuova, diversa, intensa, con ritmi diversi senza sgretolarmi.
Farò provviste per l'inverno.
giovedì 21 maggio 2015
prospettive
Se non fosse per lo sgaurdo eviterei di perdermi.
Sono sempre sgomenta davanti al Bello che assume prospettive nuove.
Il cambiamento mi seduce e mi smarrisco.
Sono sempre sgomenta davanti al Bello che assume prospettive nuove.
Il cambiamento mi seduce e mi smarrisco.
lunedì 18 maggio 2015
Il digiuno
Se c'era una cosa che l'irritava era portare a spasso l' anima nuda. E si, non succedeva spesso ma quando succedeva era imbarazzante: accendersi come un'insegna luminosa sulla cime di un grattacielo non era proprio quel che si dice proteggere la propria privacy! Ma anche peggio era stato conversare con le amiche di sempre al telefono e sentirsi fare una diagnosi precisa del proprio stato d'animo con nome e cognome, vero che la conoscevano da una vita, ma insomma!
Era corsa ai ripari e aveva optato per il digiuno: niene telefonate, occasioni d'incontro, scambi di qualsiasi tipo né reali né virtuali e se proprio fosse stato inevitabile, conversazioni ridotte a sillabe, distanze consistenti, nella stessa stanza ma dall'altra parte, e così via!
Le ci erano voluti mesi di fatiche e dolori ma sembrava aver ripreso il controllo.
E ci fu un'occasione inaspettata, quasi fortuita nella quale sperimento' il frutto del digiuno: le emozioni avevano già ricominciato le danze tribali, quando s' incontrarono, le luci di New york erano fioche candele a confronto, insomma tutto sembrava anche peggio di prima, invece no a lei non importava proprio nulla di portare a spasso la sua anima nuda.
Il digiuno aveva ottenuto un risultato: non aveva più paura di qualsiasi cosa fosse ciò che provava e non aveva nessuna intenzione di rinunciarvi.
Era corsa ai ripari e aveva optato per il digiuno: niene telefonate, occasioni d'incontro, scambi di qualsiasi tipo né reali né virtuali e se proprio fosse stato inevitabile, conversazioni ridotte a sillabe, distanze consistenti, nella stessa stanza ma dall'altra parte, e così via!
Le ci erano voluti mesi di fatiche e dolori ma sembrava aver ripreso il controllo.
E ci fu un'occasione inaspettata, quasi fortuita nella quale sperimento' il frutto del digiuno: le emozioni avevano già ricominciato le danze tribali, quando s' incontrarono, le luci di New york erano fioche candele a confronto, insomma tutto sembrava anche peggio di prima, invece no a lei non importava proprio nulla di portare a spasso la sua anima nuda.
Il digiuno aveva ottenuto un risultato: non aveva più paura di qualsiasi cosa fosse ciò che provava e non aveva nessuna intenzione di rinunciarvi.
lunedì 11 maggio 2015
Sai perché?
Quando qualcosa ti emoziona è sempre una sorpresa e se continua ad emozionarti cominci a cercare un perche' ben sapendo che nessun perché potrà mai spiegare del tutto un'emozione.
Sono dieci anni che la "ritmica" mi emoziona e sai perché?
È l'amore di mamma musica che si fa concreto, di colei che conosce le gioie e le difficoltà del cammino e si fa carico di preparare il terreno, di scomporre in piccole parti ciò che serve per crescere, per imparare.
non si stanca mai di somministrarlo, non perde occasione per usare la fantasia e rendere tutto più divertente, poetico e misterioso.
C'è tutto ciò che serve, il sapere tecnico, la fantasia, la gioia, la costanza del ripetere del fare come se fosse naturale inciampare nelle note, salutarsi con la lumachina, usare le filastrocche per riordinare, per viaggiare, trovare una chiave sul pentagramma appesa in bagno, salire e scendere i gradini di una scala intonano le ottave per poi saltare a due a due, a tre a tre.
si, da dieci anni il mio mondo è cambiato, ho sperimentato che imparare giocando con i miei figli è possibile, che raggiungere piccoli traguardi è gratificante, che le salite sono le più preziose per inventare nuove soluzioni efficaci, non mi annoio mai, c'è sempre un'occasione per amare di più, meglio con più gioia e convinzione. È sufficiente non sentirsi arrivati, appagati né troppo stanchi, oberati di lavoro o impossibilitati, basta mettersi all'opera e in men che non si dica voilà! una possibilità.
Ho imparato a credere nelle piccole cose, agli attimi che sanno di infinito, ad un gioco che si fa senza pensare dopo avere meditato ogni singola parte migliaia di volte, ma, soprattutto, ho sperimentato la gioia di condividere con altri questo cammino.
E così piango ancora, con gioia, come la prima volta, quando una manina si fa esperta e so che le stelle, pur silenziose, raccontano le meraviglie di ogni cuore.
Grazie Elena!
Sono dieci anni che la "ritmica" mi emoziona e sai perché?
È l'amore di mamma musica che si fa concreto, di colei che conosce le gioie e le difficoltà del cammino e si fa carico di preparare il terreno, di scomporre in piccole parti ciò che serve per crescere, per imparare.
non si stanca mai di somministrarlo, non perde occasione per usare la fantasia e rendere tutto più divertente, poetico e misterioso.
C'è tutto ciò che serve, il sapere tecnico, la fantasia, la gioia, la costanza del ripetere del fare come se fosse naturale inciampare nelle note, salutarsi con la lumachina, usare le filastrocche per riordinare, per viaggiare, trovare una chiave sul pentagramma appesa in bagno, salire e scendere i gradini di una scala intonano le ottave per poi saltare a due a due, a tre a tre.
si, da dieci anni il mio mondo è cambiato, ho sperimentato che imparare giocando con i miei figli è possibile, che raggiungere piccoli traguardi è gratificante, che le salite sono le più preziose per inventare nuove soluzioni efficaci, non mi annoio mai, c'è sempre un'occasione per amare di più, meglio con più gioia e convinzione. È sufficiente non sentirsi arrivati, appagati né troppo stanchi, oberati di lavoro o impossibilitati, basta mettersi all'opera e in men che non si dica voilà! una possibilità.
Ho imparato a credere nelle piccole cose, agli attimi che sanno di infinito, ad un gioco che si fa senza pensare dopo avere meditato ogni singola parte migliaia di volte, ma, soprattutto, ho sperimentato la gioia di condividere con altri questo cammino.
E così piango ancora, con gioia, come la prima volta, quando una manina si fa esperta e so che le stelle, pur silenziose, raccontano le meraviglie di ogni cuore.
Grazie Elena!
venerdì 8 maggio 2015
Auguri!
sei arrivata piccola come una formica
e hai trovato buona accoglienza
poi eri più o meno grande come un violino di legno
una racchetta da tennis
un carrello della spesa
molto curiosa
e ti addormentavi felice!
hai scoperto un mondo fantastico
fatto di ritmi, suoni, favole e filastrocche
e da quel di' non ti sei mai annoiata
Oggi compi 8 anni ...un cammino meraviglioso!
AUGURI!
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