mercoledì 1 gennaio 2014

feste

Il capodanno dei piccoli
Cosa serve per creare la magia di un rito di passaggio come l' arrivo del nuovo anno?
Al di la' della realta' semplice di cambiare la data sul calendario da sempre si sono aggiunti a questo momento bilanci, aspettative, auspici e riti appunto.  Scaramantici e diversi.
Personalmente ritengo tutti i polveroni in generale inutili, dal caos associato alle feste, alla necessita' di imbottiti di cibo che sfamarebbe in tempi normali per una settimana piu' persone,  alla necessita' di essere scaramantici.
Allora il capodanno dei piccoli?
fantasia e voglia di cercare il Bello per nutrire anche nelle occasioni speciali mente e cuore.
Pic nic al chiaro di luna, on cima ad una collina e sullo sfondo mille luci delle città ferventi, in attesa di gustare un concerto il cui tema e' il viaggio. E noi che viviamo in auto, potevamo perdercelo?
Certo qualche rimostranza c'e' stata.
"Non abbiamo fatto il conto alla rovescia; non abbiamo fatto saltare il tappo" unica risposta un sorriso!
Come spiegare infatti che i conti ad un certo punto li fai solo in avanti non importa se con numeri negativi o positivi. Che di sorprese non ne attendi piu' perche' sai che quelle che arrivano non le puoi evitare.
Che i tappi sono gia' esplosi tutti e non hai bisogno di altri rumori, effervescenze incontrollabili, ubriacature, ma solo di silenzio.
Così il capodanno dei piccoli finisce come Cenerentola allo scoccar della mezzanotte ma continua tutto l'anno con i ritmi e le fantasie che colorano la vita è fanno provviste di dolcezze e di silenzi.

domenica 29 dicembre 2013

il parcheggio

una cosa mi riempie di emozione ogni volta. arrivare nei pressi del Teatro trovare parcheggio davanti al parchimetro.
viceversa, sono costretta ad accedere al parcheggio sotterraneo e li....
le prime volte ci sono voluti lunghi minuti di imprecazioni, manovre e avvitamenti per riuscire a sistemare la macchina e permettere anche alle persone con strumento annesso di uscire dalle porte.
finchè dopo alcune settimane degli stessi tentativi con annessi strepiti, il rumore delle ruote sul pavimento è amplificato, il parcheggiatore con un sorriso ci accoglie all'entrata, aspetta che io snodi la masnada di ossa e corde e poi serafico parcheggia in due manovre.
Uff!!! ci accompagna anche all'ascensore interessandosi dei concerti.
molto meglio!!!

sabato 28 dicembre 2013

figli

sopravvivere la taglio dei capelli, è una vera impresa!
prima ci sono le imprecazioni dell'adolescente per il fatidico ciufffo, che non si sa dove sia, ma nella sua fervida immaginazione danza ogni volta che muove la testa.
poi le facce buie del fratello che pensa di conservare la sapienza nei crini e non vuole assolutamente separarsene.
se riesci a scaricarli dal barbiere devi anche esserti accordata prima con il tizio, molto paziente e comprensivo dopo anni di lotte fratricide, per un taglio che accontenti i malcapitati. una sorta di incrocio tra soldato Jane e Elvis.
purchè non si sappia, purchè non si veda.
un'operazione carbonara, in piena regola.
ma non è finita....
all'uscita, commenti, strepiti e boffonchiamenti
in effetti molto poco Elvis e più chierici!

pensieri


<Sapeva che sarebbe stato inevitabile eppure era ancora in cerca di una via d'uscita.
Il suo senso di giustizia non la mollava come un catenaccio scomodo ad una caviglia.
L'immancabile senso di colpa, che si mostrava sempre appena il dubbio apriva uno spiraglio, le agitava lo stomaco peggio del mare mosso.
Si ripeteva tutti gli scenari possibili,almeno quelli che lei riusciva ad immaginare e nessuno le sembrava tranquillizzante ne' tanto meno credibile.
Era inevitabile, non prima o poi ma in quel preciso giorno. 
Poteva scappare, evitare, trovare una scusa, mossa gia' usata con successo tante e tante volte .piu' che consolidata. Ma no qualcosa di diverso si era impadronito di lei, nonostante ogni centimetro di pelle grondasse terrore sapeva che non si sarebbe mai perdonata di aver tradito di nuovo se stessa.>
Le era sempre piaciuto ottenere dalla vita ancora un o' di tempo, procrastinare per aver modo di riprendere il controllo, ma alla fine il momento arrivava comunque e questa volta non voleva altro tempo, voleva solo sapere in quale dei suoi scenari si sarebbe trovata quel giorno in quel luogo.
E sapeva anche cosa avrebbe sentito, detto , quali forze avrebbe ancora avuto in qualunque caso.
La vita aveva smesso di sorprenderla gia' da un bel po'. 
Era abituata ai disastri che aveva subito e che aveva imparato a provocare
Era fatta cosi' doveva avere tutto sotto controllo: o forse conosceva la sua immensa fragilità.

la casa



Ok ora basta mettiamoci un PUNTO!
Mi son rotta di rompermi ,.... la testa.
E cosi': voila' una botta di realta'.
Cominciamo con un po' di colore ai muri, spostamento di mobili, un appuntamento con l'estro creativo per pranzo e .....si salvi chi puo'!
Una pitturatina anche agli strumenti!? Ummm .......Fermi maestri giu' i forconi stavo SCHERZANDO!
Se passate di qua rischiate una pennellata sul naso.....colorata!
Bye!!!

a chi apre gli sportelli e non li chiude, a chi si lava i denti e lascia il dentrificio aperto, a chi finisce il bagnoschiuma e lo lascia nella doccia, a chi si lava un piede si e l'altro no, a chi si pettina il ciuffo davanti e non la rosa dietro, a chi parla inglese e non lo sa, a chi suona Bach col diminuendo, a chi pensa che il tempo sia un senso, a chi con Mozart prende un caffè, insomma al popolo di fate e gnomi dispettosi preparo la colazione

Da anni convivo con due rugose tartarughe. creature ancestrali ma per certi versi anche artistiche. Nel loro tempo rallentato percorrono piccoli spazi ma la sera una delle due svela il suo lato teatrale intessendo strane coreografie, sotto la luce che le riscalda, per poi finire immobile sulla pietra come una vera star.

Peccato che regolarmente scivola e con un tonfo sordo, minaccia la resistenza dei miei nervi.


Dichiarò lo stato di emergenza!
Il cambio di stagione negli armadi evidenzia lo stato di totale solitudine dei calzini ( e va be') , l'impossibilita' per i figli maschi di riconoscere i pigiami come composti di due parti, l'assoluta inacapacita' di aver consapevolezza di cio' che mi appartiene! 
Se non fosse per la fatica li strozzerei volentieri!
Meno male che non ci sono.


e dopo gli armadi, adesso gli armadilli...
corazze con carrozze
piove il neurone è in corto!

pensieri



Avere,dare
Prendere,lasciare
Venire,andare
Sapere,dubitare
Toccare,immaginare
dovere,potere
io sto dopo la virgola



A volte le scelte sono cosi': puoi evitare di camminare sull'orlo di un burrone, di mangiare una fetta di dolce, di dormire sul terrazzo se non ti va.
ma non puoi evitare di essere davanti al tramonto, al mare, alla luna.
La vita e', e tu non puoi farci proprio niente, solo contemplarla.




Un 'emozione tiene in scacco la tua vita, alla faccia della matematica, della gravita' , del sillogismo aristotelico!

Le lacrime saranno infinite probabilmente 
come il mare
come la pioggia
Scorrono e si caricano di detriti
miracolosamente purificano

Camminare sulla sabbia
sedersi su uno scoglio
lasciare che lo sguardo sconfini
tremare per la brezza e l'immensita'


Una goccia di rugiada
una foglia assetata
un alito di vento
si attendono
per non essere invano

col naso all'insù
ridere piano
per non disturbare


I margini del bosco lasciano intendere la vita fitta nell'oscurita',
la luna s'infrange pallida sulle chiome spoglie
una piccola lepre corre a perdifiato e si ferma impietrita
ritta e sottile attende
improvvisamente scompare

Il Bello si contempla 
Il sublime ti commuove
ed e' sempre cosi' vicino
anche se non appare
un piccolo raggio di sole, si affaccia timido , in questa città grigia.
coraggio, salta fuori
non mi sei mai piaciuto
ma ora ho cambiato idea su tutto
mi piaci anche tu
aspetto il tuo colore luminoso e il tuo calore rassicurante
devo asciugare il bucato.


fantastico cielo, ti sbircio dal riquadro della finestra.
poi guardo giù e ci sono tanti volti ansiosi che aspettano
sapere, chiedere, vivere
non posso esimermi.

Seconda stella a destra
questo e' il cammino 
Il cielo e' cupo, nero
nessun riferimento
nessuna indicazione dall'alto
segui il cuore 
lui sa.


Appesa ad un filo tremola la speranza
attesa di un mattino senza luce
colore di un silenzio denso di angoscia
nessuna novita' solo il lento tramestio di vita

Vorrei essere un'illusione per creare un luogo, una storia, una melodia,
rotonda come una bolla di sapone che viaggia sospinta dal vento 
riflettendo il mondo 
e improvvisamente scompare.


C'è un pezzettino di buono,
c'è un angolo del Bello,
c'è un attimo di felicità,
c'è un luogo dove rannicchiati ascoltare
se c'è una parte c'è il tutto.

4 le lettere
44 l'ultimo acquisto
444 le pecore di ieri
4444 i pensieri
44444 gli istanti


Il freddo intenso di una casa vuota
il silenzio denso di un tempo lento
la notte feroce di un pensiero insistente
La poesia delicata di una melodia familiare

Nel silenzio della notte il ticchettio dell'orologio scandisce il tempo
e' rassicurante e costante.
Se improvvisamente smettesse regnerebbe solo il silenzio 
vuoto, buio, freddo
la paura prenderebbe il sopravvento finche' non udissi lo stesso ritmo provenire, sottile, da piu' vicino.
Fuori e' deserto ma hai sempre il tuo cuore.


L'attesa e' gia' una perdita 
L'attimo e' passato e nulla te lo restituira'
Tutto e' gia' memoria
Non ti puoi sottrarre dal creare ricordi.

I piedi
I primi si posano silenziosi, sfiorando appena il suolo, con le dita grassottelle.
A poco a poco si fanno oiu' arditi, fino a diventare quelli sicuri che poggiano dal tallone e scandiscono un ritmo regolare lungo il corridoio, inconfondibile.
ci sono quelli lunghi e affusolati che camminano solo sfiorando, sulle punte, quasi a non voler far rumore, se possono si sollevano il piu' presto possibile, li trovi dove normalmente incontreresti un volto. Sono capovolti e, quando scendono a terra, e' solo per un attimo quasi a non voler disturbare, e sulle punte per occupare lo spazio piu' piccolo.
Poi ci sono i transatlantici, che poggiano a terra e gia' son in un altro luogo. Si ergono maestosi anche se a volte soli, trovi traccia del loro passaggio perche' abbandonano relitti lungo il percorso. Sai esattamente dove sono stati anche se loro non ci sono gia' piu'.
Li ho amati tutti in tutte le loro fasi, ho imparato a leggere le vite che trasportano che pian piano si evolvono.
I piedi metafore di esistenze.


Uno sguardo ferma il tempo piu' di una parola o di un gesto.
Sostenere,un attimo, uno sguardo e' un atto di coraggio che partecipa di eternita'.


anche la mamma ha una vita


Senza la testa Entrare in quella stanza sara' come smarrirsi davanti all'orizzonte, nuotare tra le rapide , respirare a 3000 m, uscirne cosi' provati da non trovare la via del ritorno.
Con la testa saranno sorrisi scambiati ,strette di mano, un posto a sedere, dettagli da definire, saluti e un passo affrettato sulla via del ritorno.
"?"


Non ho bisogno di te ,
ho nostalgia
di incontrarti per caso alla fine di una scala,
incrociare il tuo sguardo,
rispondere al tuo sorriso,
ascoltare la tua voce che spiega cose che non capisco.
Senza la testa osservare un ragnetto sul soffitto e' molto pericoloso


Aggiustati icapelli
-scompigliati i capelli
Guardati allo specchio
-con una smorfia assestagli una linguaccia
Sali in macchina e vai piano
-inforca la bici e pedala controvento
Entra in classe fai l'appello e apri il libro
-apri la porta con un piede perche' in mano hai il PC i cavi gli attacchi la borsa i libri 
proietta qualche solide e lascia che gli allievi intervengano ti troverai in un mondonuovo
Al suono dell'intervallo cerca di raggiungere la sala insegnanti come un'oasi di pace
- rinunciaci in corridoio tra 1000 decibel i ragazzi hanno storie di vita da regalarti
All'uscita sei stanca ma grata per le occasioni che hai colto
Sali in bici e pedala verso un altro pezzo di vita




Finora il pensiero e' stato sull'andare.
Certo andro': devo , posso, voglio
Poi un'illuminazione
Ma come faro' a tornare? 
Dovro', potro' ma non vorro'


Mi sento un'altalena Questo continuò oscillare tra passato e presente e futuro mi sta dando il mal di mare.
Il presente non dovrebbe essere l'unica dimensione del tempo? 
Invece continua ad essere invischiato con un passato che non puo' non esserci adesso e sempre e 
oscillare e tendere ad andare piu' in la' e' come una forza cieca che non puoi fare a meno di seguire.

lunedì mattina alle 7.30 saetti in bicicletta già in ritardo sperando che non piova per altri 10m e invecde di farti la doccia un'auto assassina ti lava dal basso?
luned' mattina arrivi ascuola fatoccio di fango, fradicia e assatanata, entri in classe e li trovi scoglionati una cosa giusta
lunedi mattina ora buca cerchi di stampare ma il computer non ti riconosce...forse sei troppo indecente?
lunedi mattina sai che non finirà bene...c'è pure il collegio docenti !!!!!!


Sii presente a te stesso! 
Questo monito mi ha colpito la prima volta che la mia compagna di stanza se ne usci' dal buio del letto citando suo padre.
Bello ,ho pensato, avere un papa' che ti dice cose importanti e vere anche se non le capisci.
poi quando capisci il senso della frase vorresti non aver mai sentito il papa' di Barbara!


Una mattina d'autunno, molti anni fa, passeggiavo per una stradina di montagna. 
Amiche laureande , ci eravamo ritirate lassu', ospiti della Gabriella, in vista della sessione autunnale che per me fu l'ultima.
l'autunno in montagna e' una poesia delicata: le sfumature dei colori, i profumi aspri dell'umido e dei funghi, l'aria pungente e il sole ancora caldo, il fruscio delle foglie e le corse degli animali.
Il dolore era cosi' forte che mi sedetti ai bordi di un piccolo appezzamento di fieno ormai pronto, ad osservare una lumaca senza casa attraversare lentamente la strada.
Ce n'erano davvero tante tutte in transito da una parte all'altra lente e tenaci.
Ad un tratto un piccolo cane bianco e rossiccio, mi si avvicino' impaurito. Istintivamente allungai una mano e quello si avvicino' e prese a scodinzolare mentre lo accarezzavo.
Mi scappo' persino un sorriso tra le lacrime.
Feci per andarmene e mi accorsi che mi seguiva. Se mi fermavo restava li e se passeggiavo si incamminava.
Andammo avanti per un po' finche' arrivai alla baita ed entrai.
Il giorno seguente si ripete' la stessa cosa .
Stavolta capii e scoppiai a piangere a dirotto.
La natura si stava prendendo cura del mio dolore, oltre tutte le buone intenzioni degli uomini.
Anche oggi lo vorrei incontrare, come allora saprebbe confortarmi.




Nel corso degli anni i ho imparato a darmi dei permessi oltre che a dirmi cosa devo fare.
Mi do il permesso di non andare in pezzi.
Mi do il permesso di stare con quello che c'e' .
Mi do il permesso di essere viva.
E il resto.... trovera' il suo posto.



Voglio una vita a casino zero.
Ogni cosa col suo nome, nel suo cassetto, con l'etichetta in bella vista.
Qui sembra il cassetto delle calze della Luisa!
Un vero maremoto di calze sottili e setose si ma ce ne fosse una che fa due.
L'esilarante momento dello svuotamento del cassetto al centro della stanza e il relativo serissimo esame delle coppie spaiate e' come un rito tribale.
Niente sta con niente: buco, smagliatura, spaiatura .....
Alla fine pero' due lunghe calze nere hanno sempre varcato la soglia insieme!
Mi piacerebbe vivere di ordine , invece vivo di casino.


Se smetti di chiamare le cose col loro nome queste scompaiono?
E se gli cambi nome queste cambiano?
Sta storia del linguaggio non mi ha mai convinto e meno che mai ora.
Vero sta per falso, apparente per reale, ecco forse mistificato mi sembra ancora proprio cosi' come vaffa.


Certi giorni, per certe situazioni, ti ritrovi carica come una molla ed e' pressoche' impossibile sapere in quale direzione schizzera'.
Piu' la comprimi e piu' il lancio sara' imprevedibile.
Piu' ti comprimi e piu' difficile sara' sapere dove andrai a finire.
Di certo resta solo che sbatterai, rimbalzerai, qualcuno ridera' e tu ti farai male.
Poi tutto tornera' come prima, per un certo numero di volte,finche' non ci sara' piu' la molla ma solo una spirale slabrata.



No dai prendersi troppo sul serio e' davvero una faccenda seria.
Da meditazione zen, da libro cuore, da poesia romantica.
Da svenatura , da lobotomia, da straziatura.
Usare una certa dose di ironia, non proprio malefica, aiuta.
O si che aiuta!
Saranno gli ormoni?


Invece delle farfalle nello stomaco 
ci sono leoni ruggenti pronti a sbranare
La pazienza e' una virtù' 
ma c'è' anche la " spazienza" ( by la nana)
Invece della visione romantica e dolce delle cose
un sano realismo noir predomina con esiti improponibili.
Attenzione per innescare non serve tirare
basta continuare a lasciar andare.

Le ore scorrono come macigni
ripetersi che sono sempre 60 m l'una conforta
resta il fatto di stare pur non essendoci.


 sovravviverò, lo so che lo farò.
nonostante tutto andrò avanti
consumerò le forze
mi restringerò ancora
sfiderò la sorte
esaurirò le lacrime 
comunque sarò felice perchè sarò sopravvissuta 




Morire dentro un po' per volta, spegnersi lentamente fino a non sentire piu' nulla.
Per sopravvivere.


Ho solo domande 
vorrei non sentirle
Vorrei sostiutire il ? con !

l'hai fatto per me?
-no,l'ho fatto per me. Ma senza di te non avrei mai potuto

L'autocontrollo ecco cosa mi fa uscire di senno
quando vedi le emozioni passare e poi si perdono in una maschera inespressiva
La convenienza, il modo, lo stare alla fine e' la forma, il ruolo che dobbiamo avere, allora viva l' autocontrollo: verita' sociale


non posso credere che sia ancora venerdì. il fine settimana mi stronca.
finirò di ammettere di aspettare il lunedì
davvero tutto cambia.


Ho bisogno di nuove parole, vorrei poter inventare un modo diverso di dire per vedere se anche le cose assumono forme inaspettate. Vorrei avere un nome per ogni cosa ma non lo trovo.

Ho chiuso la scarpa nella portiera
ho offerto il garmin invece del kinder come merenda
ho riso di niente
ho fatto due volte il giro dell'isolato prima di trovare la strada
.....be' senza speranza.....

La verita' e' che sarebbe cosi' facile
basterebbe un gesto
per imboccare una strada senza ritorno

Come si invertono le priorita'
a seconda delle circostanze
per anni non vedi l'ora che arrivi il fine settimana
poi non vedi l'ora che finisca,
non che proprio ti riesca di amare il lunedì,
pero' sei costretta ad ammettere che lo aspetti
sei combattuta tra la reticenza a sfatare un assioma e la verita' di porne un altro.
se fossi una clessidra, potrei invertire i poli e non cambierebbe nulla.

ci sono giorni che trascorrono come tanti, 
niente di straordinario
a distanza di tempo ti accorgi che quei giorni avevano nascosto tra le pieghe la tua rivoluzione.


Quando hai finito le lacrime
quando hai deciso che il buio e' la tua condizione
quando senti che arrivera' il giorno ma non ci sara' nessuna differenza con la notte
quando non ne puoi piu' di dirti che ce la puoi fare, che si, si puo' ricominciare' che c'e' sempre una speranza, che dipende da te ottenere quello che vuoi, che le piccole cose sono importanti, che non ti devi arrendere, che sei forte
oltre ad aver finito le stronzate, 
non sai bene cos'altro hai fatto.



ma sti cazzi di mondi non sono paralleli
ne' tangenti
ne' si sfiorano per finta
si incrociano, aprono dei luoghi
ti commuovono profondamente, si chiudono e ripartono
Resta un abisso di dolore


Quella stanza colorata, tutta nuova, ampia e aperta
mi stava troppo larga
Era il luogo dove c'erano tutte le mie emozioni 
e alla vista di quello spazio si sono moltiplicate tanto da rendere impossibile sorvegliarle.
Ora lo so la prossima volta andra' meglio,
le lascero' correre e non mi spaventero' piu'.

Quando finalmente tutto tace
resta solo l'essenziale
mi piace soffermarmi sui momenti speciali di ogni giorno
perche' ho deciso che voglio stare attenta e non perderne nessuno
e ogni giorno PU tua le ti regala i suoi.
Anche nel buio puoi imparare a vedere la luce.


Mesi fa ho girato per le vie della citta' in cerca di un materiale fuori moda, pressoche' obsoleto, introvabile, retro': carta da lettera!
gia' il nome a pronunciarlo ci vogliono tre minuti, poi il commesso deve capacitarsi di aver capito bene, poi, alla fine, tira fuori una strana carta un po' giallina e polverosa con qualche disegnino infantile.
No,no non e' quello che intendo.
Quella carta un po' ruvida, consistente e granulosa, color avorio.
Quando scrivi devi necessariamente usare un inchiostro che verra' assorbito e intanto il profumo del tuo polso impregnera' la carta.
E la busta? Un vero capolavoro! Della stessa carta, dentro liscia e decorata sul risvolto dell'attaccatura.
Dopo lunghe ricerche finalmente la trovo! Un trionfo!
A casa la appoggio in attesa del rito della scrittura e dell'ispirazione.
Passano i giorni frenetici e infuocati di giugno, la lettera deve essere scritta non c'e' piu' tempo.....
la carta e' sparita!!!!!!!!!!!
L'ho riposta cosi' bene lontano da mani curiose che non l'ho piu' trovata, la lettera non l'ho scritta e cio' che volevo dirti e' ancora qui.