A vent'anni pensi al principe azzurro, sogni, fantastichi, attendi, speri, t'ingenii
A trenta sei quasi certa che si, Cenerentola avrebbe fatto bene a laurearsi, a mandare a stendere madre e sorelle e cercare di camminare scalza, però non resisti alla tentazione di sperare che non se non era proprio azzurro forse comunque da qualche parte avrebbe potuto essere
A quarant'anni maturi la certezza di averne abbastanza di P
principi, pannolini, pappe, polvere, polpette, piatti, pianerottoli.
Sai
che non vale la pena dannarsi oltre l'anima,
che il cervello umano è plurineuronale a parte quello che funziona mono,
che sotto apparenze diverse tutti sono assolutamente uguali e l'unica cosa veramente enorme è l'Ego.
Dunque riprendi la tua vita lasciando le P a chi ancora non sa ed è felice di non sapere, poi vai avanti e ti perdi in un tramonto.
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