giovedì 8 gennaio 2015

impressioni

il solo sapere che esista impedisce l'oblio. 

Ancora no

Venne un giorno d'inverno, freddo e limpido e Giulia, la giaraffa profumata di lavanda, prese a viaggiare di nuovo in compagnia del bradipo e del papero marinaio.
Cominciò un'avventura davvero emozionante, non si trattava più di viaggiare per imparare, si trattava di viaggiare, imparare, sperimentare, conoscere, conquistare un ruolo all'interno di una grande famiglia, l'orchestra.
Fu così che i viaggi diventarono condivisione, studio, armonie da sperimentare, parti da cantare, raddoppi da eseguire e ruoli da conquistare. 
I viaggi erano divertenti, stimolanti se non fosse che diventarono tanti, sempre più frequenti e, a tratti, folli.
Giulia era perplessa, combattuta tra il Bello e la normalità. 
Del Bello aveva sentito continuamente parlare e stava diventando qualcosa di familiare, ma la normalità? 

martedì 6 gennaio 2015

Viaggiare, si sa, è un'avventura.
Ci sono alcune circostanze che rendono il viaggio speciale ed unico.
Giulia, la giraffa che profumava di lavanda, era ancora troppo piccina per sapere dell'esistenza dei mondi paralleli, ma fu proprio grazie a quelle strane fessure che si aprono di quando in quando e permettono l'incrocio di esistenze lontane tra loro che i viaggi di Giulia cominciarono ad andare, non solo più verso il tramonto del sole, ma proprio là dove il sole restava fisso nel cielo, dove Giulia era nata, dove si potevano trasformare, un'ora e una stanza, in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, dove l'incalzare dei secondi era perfettamente distinto anche se ognuno di essi sapeva di Tutto. 
Del resto, della faccenda dei mondi paralleli Giulia non immaginava proprio nulla ma non si sarebbe stupita infatti era solita trasformare una bottiglietta d'acqua in un violino e una matita in un arco e  accompagnare il suo cd preferito; a dispetto degli strani pallini un pò infilzati, un pò prigionieri, vedeva storie di grilli e di gare, di principesse e fate, di orche che danzano sulle onde e balene che nuotano maestose.
Perché, dunque, non avrebbero potuto esistere gli incroci dei mondi paralleli e  le giraffe che profumano di lavanda?

voglio, devo, posso

Con il trascorrere delle settimane, Giulia diventava sempre più attenta e ardita nel godersi i suoi viaggi: aveva imparato che, dopo il bip del casello autostradale, si apriva un mondo tutto da inventare. 
Per un bel po' di tempo aveva condiviso i suoi viaggi con il bradipo spesso intento a divincolare le sue articolazioni  stiracchiandosi, tirandosi mentre cantava allegri motivietti, molto più veloci delle sue cellule o cantilenava vecchie filastrocche delle quali Giulia ignorava il significato ma ne  apprezzava rima e ritmo. Arrivò  il giorno in cui il bradipo si ritirò a vita privata e Giulia si trovò a ripetere le stesse canzoncine e filastrocche da sola. 
Non era proprio divertente come prima infatti cominciò ad inventarsi nuovi giochi. 
E sapreste indovinare il colore della motrice di un camion visto in lontananza che marci nella vostra direzione?
E cantare a canone un ritmo inventato? poi trasportarlo un po' più su e un po' più giù?
Ripetere al tempo del tergicristallo le note di un piccolo brano appena imparato e poi, accelerando il pulitore ripeterlo ancora  e poi cambiare  il valore da esso indicato? 
Di viaggio in viaggio la sfida si faceva complicata, le risate aumentavano e il tempo, tra un bip e l'altro trascorreva fecondo.
Ogni attimo contiene un'eternità.

domenica 4 gennaio 2015

Il viaggio: un gioco

E così Giulia adorava viaggiare, forse perché il suo primo viaggio lungo l'aveva compiuto a soli tre giorni dalla nascita, un giorno di primavera quando le rose cominciavano a sbocciare.
Di quel primo viaggio, così come di quelli successivi, per un po' non ricordava nulla se non la familiarità con il bip, la sbarra e il sottofondo ronfante e soddisfatto del motore.
Un po' alla volta Giulia scoprì che c'erano viaggi che la portavano la' dove il sole si nascondeva dietro il cielo rosso per andare a nanna e viaggi che andavano dall'altra parte la dove il sole restava a mano arco nel cielo per tanto tempo.
La piccola giraffa, profumata di lavanda, imparò così l'alternarsi delle stagioni, gli stessi percorsi a volte erano grigi, piovosi, a volte avvolti in una spessa coltre di cotone che non lasciava intravedere nulla e si andava  a memoria. C'erano giorni, i più numerosi in verità, nei quali il cielo era tranquillo, a tratti grigio, azzurro, le nuvole si rincorrevano e raccontavano magiche storie assumendo improvvisamente le forme più strane. Era capitato, con l'andare del tempo, che il.viaggio fosse accompagnato da un soffice mantello e che i fiocchi cadendo scandissero una melodia sottile sul vetro e il tergicristalli sembrasse un metronomo acceso.
In qualsiasi direzione viaggiase Giulia sapeva che sarebbe tornata più ricca, più competente, più felice, non solo per la meta del viaggio che naturalmente la portava nei suoi luoghi preferiti, ossia dove si faceva musica, ma sopratutto per il viaggio: un luogo di apprendimento informale, quotidiano e unico:  tutto da inventare poiché imprescindibile.
Se non si può cambiare tanto vale renderlo indimenticabile e magico. Un motto col quale Giulia presto cominciò a familiarizzare.

venerdì 2 gennaio 2015

viaggiare

C'era una volta una giraffa che profumava di lavanda. 
Aveva una vera passione per i viaggi.
Il suo primo viaggio fu a tre giorni, lei microscopica creaturina infagottata su di un carrozzino, salì in auto.
Non sapeva, ancora, che la stessa strada che la stava portando alla sua nuova casa, percorsa al contrario, l'avrebbe condotta in luoghi dove avrebbe imparato a creare storie magiche, ma questa .... è un'altra storia!
Così, dopo il suo primissimo viaggio diventò un'abitudine quasi quotidiana viaggiare.
 Giulia, la giraffa che profuma di lavanda, viveva, infatti, con un papero marinaio e un bradipo. Erano già più grandi di lei e abituati a viaggiare e soprattutto il bradipo, contrariamente alla sua fama di pigrone, viaggiava già regolarmente da qualche anno quando Giulia arrivò.
Insomma, crescendo Giulia cominciò a pensare che non ci fosse altro modo che viaggiare.
Le piaceva il viaggio fin dall'inizio: un bip faceva in modo che una sbarra si alzasse e la lasciasse passare, lei sgranava gli occhi e non si capacitava di tanto onore! 

giovedì 1 gennaio 2015

Mi presento

C'era una volta una giraffa che profumava di lavanda.
Non viveva nella savana ma in mezzo al traffico, agli orologi che ticchettano, alle lezioni, ai compiti, ai mille impegni.
Giulia, la giraffa, era sempre attenta e curiosa e tutto la divertiva: questo strano mondo era sempre pronto a sorprenderla, anzi lei era più che mai pronta ad essere sorpresa.
Non c'erano momenti di noia perché riusciva sempre a trovare un pezzettino simpatico in ogni circostanza.
Giulia aveva, però, una passione al di là di tutte: viaggiare.