martedì 6 gennaio 2015

voglio, devo, posso

Con il trascorrere delle settimane, Giulia diventava sempre più attenta e ardita nel godersi i suoi viaggi: aveva imparato che, dopo il bip del casello autostradale, si apriva un mondo tutto da inventare. 
Per un bel po' di tempo aveva condiviso i suoi viaggi con il bradipo spesso intento a divincolare le sue articolazioni  stiracchiandosi, tirandosi mentre cantava allegri motivietti, molto più veloci delle sue cellule o cantilenava vecchie filastrocche delle quali Giulia ignorava il significato ma ne  apprezzava rima e ritmo. Arrivò  il giorno in cui il bradipo si ritirò a vita privata e Giulia si trovò a ripetere le stesse canzoncine e filastrocche da sola. 
Non era proprio divertente come prima infatti cominciò ad inventarsi nuovi giochi. 
E sapreste indovinare il colore della motrice di un camion visto in lontananza che marci nella vostra direzione?
E cantare a canone un ritmo inventato? poi trasportarlo un po' più su e un po' più giù?
Ripetere al tempo del tergicristallo le note di un piccolo brano appena imparato e poi, accelerando il pulitore ripeterlo ancora  e poi cambiare  il valore da esso indicato? 
Di viaggio in viaggio la sfida si faceva complicata, le risate aumentavano e il tempo, tra un bip e l'altro trascorreva fecondo.
Ogni attimo contiene un'eternità.

Nessun commento:

Posta un commento