si stamattina sentivo nell'aria muoversi qualcosa che non sapevo se sarebbe stato vento di tramontana o di maestrale.
invece ho scoperto che è vento di ignoranza e di menefreghismo.
che bello occuparsi delle cose e far finta di non vedere le persone, infatti gli oggetti, i luoghi si puliscono, si cambiano con facilità, invece le persone sono realtà delicate e complesse alle quali occorre dare ascolto e tempo. molto più facile preoccuparsi della forma che della sostanza.
dunque se ti torna a casa un figlio con un labbro spaccato a seguito di insulti razziali e agiti durante un'ora di lezione a scuola, cosa devi pensare?
non voglio riscaldare la solita minestra delle colpe o delle mancanze, nè della scuola che poverina è allo sfascio. no voglio solo pensare a me come adulto che mi pongo inevitabilmente come riferimento e a quanto sono disponibile a lavorare su ciò che vedo e quanto sono disposta a cambiare ciò che non mi piace.
se delego, mi nascondo dietro alla forma, faccio finta di non vedere perdo prima di tutto la sfida del mio ruolo e soprattutto la stima per me stesso.
poi non cadiamo dal pero, facciamo la faccia sconvolta davanti ai fatti di cronaca gridando all'omofobia quando non ci preoccupiamo di quello che i nostri ragazzini hanno nella testa!
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