Penny appoggiò la schiena contro il tronco e si lascio' scivolare piano sull'erba.
Il grande melo offriva un confortevole rifugio e Penny aveva presto imparato a sedersi in quel luogo appartato.
Chiuse gli occhi e rimase in silenzio, aspettando.
Se fosse stata immobile di li a poco una voce cristallina avrebbe sussurrato nel silenzio.
Due-Palmi non si fece attendere e mormorò il suo saluto.
Eran proprio due palmi di pelo, dolcezza e simpatia che Penny aspettava con ansia.
Due-Palmi conosceva le storie del bosco, degli animali e sapeva anche raccontare quelle narrate dalle foglie mosse dal vento.
Penny rideva e piangeva cosi' tanto che non era mai stanca della buffa creatura.
Sul far della sera, al termine di un racconto, Penny improvvisamente fu presa dal desiderio di stringere a se' la creaturina per ringraziarla e allungo' le mani per accarezzare Due-Palmi.
Un brivido le corse lungo la schiena, mentre le dita tentavano di sfiorare la soffice pelliccia si trovavano ad accarezzare una pietra gelida.
Penny non sapeva che le creature magiche non possono essere toccate dagli umani pena la scomparsa.
Sotto il grande melo sosta ancora un piccolo sasso.
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